“11 Settembre”: quegli 88 fari da ricerca e tecnologia alessandrina per onorare i morti di Ground Zero

Realizzate da una ditta di Fubine, dovevano essere inizialmente un’installazione temporanea dall’11 marzo al 14 aprile 2002: furono riproposte nuovamente nel 2003 e da allora vengono regolarmente accese nella notte dell’11 settembre di ogni anno
REUTERS

Le torri di luce che dal 2002 si innalzano nell’oscurità per onorare i morti di Ground Zero


Pubblicato il 11/09/2017
Ultima modifica il 11/09/2017 alle ore 17:44
alessandria

Alto valore simbolico hanno le Torri di Luce che al tramonto illumineranno la notte di New York al posto di quelle scomparse. È dal 2002, che le due sculture luminose si innalzano nell’oscurità per onorare i morti di Ground Zero grazie a 88 fari da ricerca e una tecnologia italiana: le realizzò la prima volta una ditta di Fubine (Alessandria) per le cerimonie che segnarono i primi sei mesi dagli attentati. Le «Towers of Light» dovevano essere inizialmente una installazione temporanea dall’11 marzo al 14 aprile 2002: furono riproposte nuovamente nel 2003 e da allora vengono regolarmente accese nella notte dell’11 settembre di ogni anno. Comincerà e finirà con momenti di luce l’anniversario dell’11 settembre al New York. Si schiude l’Oculus della nuova stazione di Santiago Calatrava, si accederanno al tramonto le Torri di luce che negli ultimi quindici anni hanno preso il posto per una notte di quelle del World Trade Center distrutte nel 2001 dai terroristi di al Qauda. 

 

REUTERS

 

In fase di realizzazione dell’Oculus a Ground Zero, uno degli obiettivi di Calatrava era stato quello di organizzare, ogni 11 settembre, un gesto per omaggiare e ricordare le vittime degli attentati. La sua «Strada della Luce» è un progetto dall’elevatissimo valore simbolico. «Da sempre mi sono ispirato ad edifici che esprimano al massimo un senso di spiritualità, come, ad esempio, Sainte-Marie-Madaleine a Vezelay in Francia, dove la luce naturale assume valore come ulteriore dettaglio architettonico dell’edificio stesso. Anche per la Stazione Oculus, ho voluto ricreare qualcosa di simile», ha spiegato l’architetto: «Ogni 11 settembre, indipendentemente dalle condizioni metereologiche, si aprirà la parte superiore della stazione così da invitare tutti i presenti ad alzare lo sguardo verso il cielo di New York e permettere al sole di entrare, diffondendo un sentimento di speranza e di gioia e, al contempo, eliminando quella sensazione di vulnerabilità che non ha mai abbandonato le persone dopo i tragici attentati del 2001». 

 

Questo raggio di sole si allinea perfettamente alla stazione, non solo nel mese di marzo (quando la Terra ruota nel punto diametralmente opposto al sole), ma anche l’11 settembre. 

 

Scopri La Stampa TuttoDigitale e abbonati

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno