In valle Anzasca 37 milioni e 17 anni d’attesa per un tunnel da un chilometro

Ora la Provincia, che non ha soldi, è pronta a passarlo all’Anas


Pubblicato il 11/09/2017
ceppo morelli

Inaugurata sabato mattina, viene a risolvere un problema scatenato dall’alluvione dell’ottobre 2000. E’ la galleria da 990 metri scavati nel Mont Rubi, Comune di Ceppo Morelli, il paese che, risalendo la valle Anzasca, precede Macugnaga. La località ossolana ai piedi del Rosa 17 anni fa rimase isolata quasi due mesi per la frana provocata dalle piogge alluvionali e incombente sul tratto di strada. L’intervento dell’allora ministro dei Lavori pubblici Nerio Nesi - che con una task force della protezione civile salì in valle - portò allo stanziamento dei fondi: alla fine sono serviti 37 milioni, e otto anni di lavori, da quando si aprì il cantiere. 

 

 

Cerimonia «discreta»

Al taglio del nastro - avvenuto con discrezione visti i tempi lunghi di realizzazione - il vicepresidente della Regione Aldo Reschigna ha dato una notizia di sollievo all’amministrazione provinciale del Vco, in forte disagio economico e con un bilancio non ancora approvato per mancanza di risorse. Al presidente Stefano Costa - che ha firmato gli atti per la presa in carico della galleria che rientra in un asse viario dal 2008 di competenza provinciale - è stato confermato che a breve strada e nuovo tunnel torneranno ad Anas.  

 

 

Ammonta a oltre 600 chilometri la viabilità in capo alla Provincia del Vco, quasi tutta montana e di confine con la Svizzera, che non riesce più a far fronte ai costi di manutenzione, anche solo quella ordinaria, e allo sgombero neve. L’accordo con Anas comprende anche il passaggio del tratto di strada 229 del lago d’Orta da Gravellona Toce a Omegna, dove la galleria che aggira la città ha un vecchio impianto di illuminazione spesso fuori uso e ormai da rifare. La Provincia non solo non è in grado di sostenere la spese di riparazione, ma neppure di far fronte alla bolletta elettrica per la luce, che ammonta a centomila euro all’anno

 

 

Tra le richieste del Consiglio provinciale c’è anche il trasferimento ad Anas della strada della valle Cannobina, 25 chilometri che con andamento tortuoso da Cannobio arrivano in val Vigezzo costeggiando il confine con il Canton Ticino. E’ al limite della percorribilità ed è di collegamento tra la statale vigezzina e quella del Lago Maggiore, diventando via di fuga quando «337» e «34» subiscono blocchi. Alla prima Anas ha destinato 70 milioni per la messa in sicurezza ma ancora non si sa quando apriranno i cantieri. La seconda ha bisogno di 94 milioni e mezzo per mettersi al riparo dalle frane. Quella caduta tra Cannero e Cannobio il 18 marzo ha ucciso un motociclista svizzero e sfiorato due automobilisti novaresi. Sul reperimento dei fondi c’è la parola del ministro Delrio dopo la presa di posizione locale con capofila il sindaco di Cannobio Giandomenico Albertella e il sostegno di Reschigna.  

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