Un fungo attacca gli olmi di viale Garibaldi

Gli alberi che si affacciano sulla piazza della stazione affetti da grafiosi. Il Comune: «Interverremo»

Alcuni olmi di viale Garibaldi sono stati attaccati da un fungo che può ridurli in scheletro


Pubblicato il 11/09/2017
VERCELLI

Alberi malati di «grafiosi», malattia originaria dell’Asia che provoca l’ingiallimento delle foglie e la morte dei rami. Ce ne sono alcuni a Vercelli, nella parte di viale Garibaldi che si affaccia su piazza della stazione: sul viale alberato più importante della città diversi olmi sono stati attaccati dall'Ophiostoma ulmi, un fungo patogeno che colpisce questa classe di arbusti riducendoli, nei casi più gravi, in scheletri. Osservando il loro stato di salute, si potrebbe ipotizzare che siano allo stato più evoluto della malattia, ossia il disseccamento della chioma e l’imbrunimento di tutti i rami e del tronco. 

L’Amministrazione comunale, accortasi del problema, sta valutando le condizioni degli olmi di viale Garibaldi «per potere assumere adeguate misure: sia, innanzitutto, nell'ottica della sicurezza dei cittadini, sia per la tutela del patrimonio arboreo della città». Da ormai sette mesi Vercelli è senza assessore all’Ambiente, dopo le dimissioni di Remo Bassini (il quale è stato preceduto, a sua volta, da Franco Pistono, dimessosi nel maggio 2015); le deleghe all’Ambiente sono in carico al sindaco Maura Forte, che promette, nei prossimi giorni, di intervenire sullo stato di salute degli alberi malati. «Entro metà di questa settimana - precisa il primo cittadino - verrà effettuata una verifica sul campo con esperti del settore e con il consulente dell’amministrazione in tema ambientale, al fine di poter adottare velocemente i provvedimenti necessari». 

Sugli alberi che fanno parte del patrimonio cittadino c'è attenzione anche da parte degli abitanti: poco prima che si dimettesse l’ultimo assessore all’Ambiente, un gruppo di residenti in via Oldoni aveva segnalato una situazione di incuria su una serie di ciliegi del Giappone, esistenti in quell’angolo di Vercelli da oltre mezzo secolo. Gli alberi, molto colorati e protagonisti, tra marzo e aprile, di un’esplosione di nuvole rosa con la loro fioritura, erano rinsecchiti e mezzi inselvatichiti, con una crescita incontrollata di rami. L’intervento di Palazzo di città aveva risolto in parte il problema. 

 

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