Villarboit, condanne per falso a sindaco, vice e consigliere

Il processo agli amministratori si è svolto in Tribunale a Vercelli


Pubblicato il 11/09/2017
Ultima modifica il 11/09/2017 alle ore 19:04
VERCELLI

Nove mesi per il sindaco, otto per il suo vice e per un consigliere di maggioranza. Ieri in tribunale è stata letta la sentenza nel procedimento a carico di quattro amministratori di Villarboit in cui erano imputati il primo cittadino Davide Olivetta, il suo vice Flavio Delzoppo, il consigliere comunale con deleghe di giunta Massimo Rampone e quello di maggioranza Leonardo Gili.  

 

I capi di imputazione erano diversi relativi a episodi slegati tra loro. Il procedimento è nato da una serie di esposti presentati da Maurizio Badini, consigliere di minoranza che aveva corso per la poltrona di sindaco all’ultima tornata elettorale. Il collegio ha condannato Olivetta a nove mesi per falsità materiale ed ideologica, relativamente a due episodi, Rampone e Delzoppo a otto mesi, con le stesse accuse ma per un solo episodio.  

 

Tutti gli imputati sono invece stati assolti dall’accusa di peculato. Agli amministratori (l’unico ad avere solamente questa accusa era Gili, che non fa parte della giunta) era contestato l’utilizzo improprio di un mezzo comunale per fare delle ronde in paese. Il collegio giudicante ha però stabilito che il fatto non sussiste. «E’ stato dimostrato che nessuno si sia approfittato dei beni dei cittadini e che si sia agito per la tutela della popolazione» ha commentato Giuseppe Greppi, che assisteva tutti gli imputati.  

 

Tra le accuse sollevate da Badini l’agibilità ad un salone comunale, divenuto ambulatorio, data prima che avvenisse il sopralluogo che desse il via libera. Olivetta, Delzoppo e Rampone sono stati condannati per questo episodio relativamente alla revoca di una delibera: «Si tratta di un errore materiale nell’atto – ha detto Greppi, che ha già annunciato il ricorso in appello – il segretario comunale è venuto in tribunale a spiegare l’equivoco». Olivetta, che ha commentato dicendo «Io ho la coscienza pulita», è stato condannato, sempre per falso, per un altro episodio per quanto comunicato ufficialmente a Badini sull’associazione Millenium, sostenendo che il sodalizio non fosse conosciuto e quindi non autorizzato ad operare in locali di proprietà comunale.  

Per Olivetta, Delzoppo e Rampone il collegio ha decretato la sospensione della condanna, così come quella relativa all’interdizione ai pubblici uffici

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