Eurobasket: Brunamonti, l’uomo in più degli azzurri

Il team manager voluto dal ct Messina: «In questa Nazionale vedo il cuore di quella d’oro a Nantes 1983». Mercoledì Italia-Serbia

Roberto Brunamonti con Ettore Messina


Pubblicato il 11/09/2017
Ultima modifica il 11/09/2017 alle ore 18:47
INVIATO A ISTANBUL

Pochi mesi fa, quando Ettore Messina decise di restare alla guida degli azzurri del basket, al cellulare di Roberto Brunamonti arrivò una chiamata: «Ti andrebbe di fare il team manager della Nazionale?». Era lo stesso ct che voleva al proprio fianco il suo ex giocatore e poi dirigente alla Virtus Bologna.  

 

Brunamonti, e lei come reagì alla chiamata di Messina?  

«Con entusiasmo, naturalmente, e accettai subito. Allora Ettore l’ha detto al presidente federale Petrucci che si è detto lui pure d’accordo. Così è iniziata l’avventura». 

 

Ma, ci scusi, perché proprio lei?  

«Beh, non saprei. Messina mi conosce bene già da quando giocavo, siamo amici e abbiamo lavorato spesso insieme. C’è stima reciproca».  

 

Per lei, grande play degli anni 80 e 90, è un ritorno in Nazionale. Che effetto le ha fatto?  

«Sono sempre stato legato alla maglia azzurra e ho sempre seguito le partite della Nazionale, anche dopo aver smesso di giocare. Ho debuttato da dirigente dello staff azzurro agli Europei Under 18 dello scorso dicembre, poi sono entrato nella Nazionale maggiore dal ritiro di Folgaria in vista di questi Europei».  

 

Un’investitura molto recente, dunque, eppure si è subito inserito bene nel gruppo e gli azzurri già stravedono per lei. Come ha fatto?  

«E’ stato facile perché ho trovato un bel clima, con tanta voglia di fare e molta disponibilità ad aiutarsi da parte di tutti. Abbiamo avuto una quarantina di giorni per conoscerci meglio e questo ha aiutato. Stiamo molto bene insieme, credo si veda anche dai risultati».  

 

Il ct Messina e il presidente Petrucci la considerano importante come un tredicesimo giocatore in campo. Esagerano?  

«Mi fa piacere e cerco di metterci del mio per ringraziarli di avermi scelto». 

 

Consigliere, psicologo, consulente tecnico: come possiamo definire il suo ruolo nel team Italia?  

«Un po’ tutte queste cose insieme, perché i ragazzi hanno capito che di me si possono fidare». 

 

Qualcuno è mai venuto da lei per chiederle un aiuto personale?  

«Direi che succede molto spesso, ma in modo del tutto naturale, senza troppe formalità. Ed è una cosa che mi piace molto». 

 

Ci sono stati dei momenti di difficoltà in queste settimane verso e durante l’Europeo?  

«Sì, almeno tre: dopo il ko di Gallinari, le sconfitte da Francia e Belgio a Tolosa e in occasione degli ultimi tagli azzurri per arrivare ai dodici titolari».  

 

E lei che cosa ha fatto?  

«Ho cercato di responsabilizzare i ragazzi, scuoterli dopo le sconfitte, aiutarli a trovare nuovi equilibri tecnici e psicologici. E le loro risposte sono sempre state eccezionali». 

 

La squadra di Bargnani, Gallinari e Gentile aveva più talento, questa ha più cuore: è corretto?  

«Non la metterei così. Anche questa Nazionale ha talento, ma forse il suo marchio di fabbrica è l’unità di intenti, la collaborazione in campo e fuori, la grande partecipazione anche dei panchinari, il clima di estrema solidarietà che si respira». 

 

Lei vinse l’oro europeo con l’Italia a Nantes 1983: vede in questa Italia qualcosa di quella grande Nazionale?  

«Eccome. La fiducia reciproca, l’amicizia, l’aiuto che ciascuno dà ai compagni sono simili, tutti valori preziosissimi che non si comprano e che in una squadra contano più della statura tecnica o fisica. Questa Italia mi ricorda molto quella di Nantes». 

 

Europei di basket 2017, quarti di finale  

Tutte le partite in diretta tv su Sky Sport 2. Domani: ore 17,45 Germania-Spagna; 20,30 Slovenia-Lettonia. Mercoledì: ore 17,45 Grecia-Russia; 20,30 Italia-Serbia. Semifinali giovedì 14 e venerdì 15 (con eventualmente l’Italia). Finali domenica 16.  

 

 

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