Consiglio comunale senza soldi costretto a chiedere ospitalità in Regione

La Sala Rossa inagibile, finite le risorse per affittare altre sedi

La Sala Rossa del Comune è inagibile da giugno


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 18:14
torino

I soldi sono finiti, tocca arrangiarsi. E chiedere ospitalità. Il Consiglio comunale di Torino si prepara a traslocare ancora. Due volte: la prima, mercoledì, si sposterà nella sala Colonne di Palazzo Civico; quindi verrà provvisoriamente ospitato negli spazi del Consiglio regionale. A gratis, ovviamente, per gentile concessione della Regione, ché di soldi non ce ne sono più. 

 

Il Consiglio è senza casa da inizio luglio, quando un pezzo di controsoffitto della Sala Rossa ha ceduto a causa di alcune infiltrazioni d’acqua. Prima di fine novembre non c’è speranza che venga riaperta. Finora i 40 consiglieri comunali hanno traslocato in piazza Castello, nella sede del Consiglio metropolitano, di proprietà della Prefettura: costo, 60 euro all’ora. Già, ma il budget del Consiglio comunale è stato ridotto all’osso, praticamente è pari a zero. 

 

Non è durata molto. Poco più di un mese. I soldi sono finiti lunedì, complice un errore di due consigliere comunali del Movimento 5 Stelle: hanno sbagliato a votare, inceppando la seduta del Consiglio comunale che è durata tre ore in più ed è stata riconvocata in via straordinaria mercoledì. Peccato che la Città non possa più permettersi di affittare la sala del Consiglio metropolitano: al Consiglio comunale da qui a fine anno sono rimasti 300 euro. 

 

Così si trasloca in Sala Colonne a Palazzo Civico. E, nel frattempo, si chiede aiuto (anche in questo caso) alla Regione che ha promesso di concedere l’aula di Palazzo Lascaris quando non occupata.A gratis. Gli straordinari dei dipendenti della Regione saranno invece pagati dai gruppi consigliari del Comune, attingendo al loro scarno budget. 

 

Il quadro che ne emerge è però un po’ avvilente, come sottolinea il capogruppo di Forza Italia Osvaldo Napoli: «Credo che una città come Torino abbia una dignità che in questa situazione si sta perdendo. Elemosinare una sala per un Consiglio comunale è per le istituzione deprimente».  

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