Il Cavour di Torino raddoppia e inaugura la seconda sezione del liceo musicale

L’indirizzo esiste da sei anni, i posti sono limitati ma le richieste continuano a crescere


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 12:45
torino

Quella del Cavour è una battaglia vinta: per questo il provveditore ha scelto di iniziare l’anno qui. Da ieri, lunedì 11 settembre, il liceo musicale ha una seconda sezione e Stefano Suraniti è arrivato ad inaugurarla: «Abbiamo lottato per ottenerla. È un successo poter venire incontro alle esigenze degli studenti. La scuola deve far emergere le inclinazioni di ciascuno». Centocinquanta primini ascoltano il direttore dell’Ufficio scolastico torinese. Un terzo della platea sogna un futuro da musicista. 

 

L’ESAME DI AMMISSIONE  

L’indirizzo esiste da sei anni in città, i posti sono limitati e le richieste continuano a crescere. «Facciamo un esame di ammissione a gennaio - racconta il coordinatore Carmine La Vecchia - in media abbiamo 90 candidati. Ne mandavamo a casa due terzi, anche se avevano ottimi risultati. Un grande interrogativo di fronte ai sacrifici dei genitori e dei ragazzi, che cominciano a studiare musica quando sono bambini». Di qui la spinta per raddoppiare la disponibilità. 

Sono state dimezzate invece le ore di esecuzione del primo strumento (nel biennio), il fiore all’occhiello del corso. La legge prevedeva infatti due lezioni individuali settimanali per ogni allievo; poi il Miur ha sostituito la seconda esercitazione con un’ora di ascolto (si assiste cioè alla lezione di un compagno) e scatenato la reazione compatta (e il ricorso) di professori e genitori. «E’ come se dimezzassero le lingue al classico» spiega La Vecchia. Come se a ginnastica si passasse metà del tempo seduti a guardare i compagni che si allenano. «Una riduzione dell’offerta formativa – continua il docente e sindacalista - che preoccupa più ancora di quella dell’organico». 

 

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IL NUOVO ORARIO  

Al Cavour come nel resto d’Italia si comincia con il nuovo orario e la preside Emanuela Ainardi assicura che «si cercherà di farlo fruttare al meglio». Però si spera: il Tar del Lazio si pronuncerà il 10 ottobre e ha già sospeso l’ordinanza ministeriale impugnata dalle famiglie (anche da quelle torinesi). C’è ottimismo, tra un mese un giudice potrebbe abolire i tagli. Se succedesse si tornerebbe al vecchio regime in poche settimane e in corso Tassoni potrebbero servire fino a quattro docenti in più. Anche se Ainardi preferisce contare le ore di lezione: «Dovremmo aggiungerne 75 alla settimana». Sarebbe l’unico tormento di un rientro sereno. Il corpo docenti è praticamente completo, le iscrizioni del classico hanno tenuto e stamattina 700 allievi sono tornati tra i banchi. In presidenza si pensa già al prossimo autunno: il sogno è far partire una quarta ginnasio 3.0. Tutta latino, greco e web.  

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