“Il no è un autogol”, dal mondo del lavoro altolà ai Cinquestelle

Imprese e categorie contro Di Maio: irresponsabile
ANSA

La Torino-Lione con il dossier Fincantieri-Stx sarà tra i nodi che Italia e Francia sono impegnati a sciogliere in vista del vertice intergovernativo in programma a Lione il 27 settembre


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 07:32
TORINO

«Se andremo al governo, bloccheremo la Tav in Valle di Susa, è nel nostro programma da sempre». L’annuncio, di per sé, è una conferma. Ci sarebbe da stupirsi del contrario, se cioè il Movimento 5 Stelle avesse deciso di convertirsi al verbo Si Tav o, per lo meno, di smettere di contestarlo. Le parole di Luigi Di Maio alla festa dei grillini torinesi, però, assumono una valenza diversa. Di Maio è il leader in pectore del Movimento, probabile (quasi certo) candidato alla presidenza del Consiglio. E la sua posizione collima con quella più volte espressa da Chiara Appendino, sindaca di Torino. «Recupereremo risorse da un’opera che anche Macron vuole fermare», promette il vice presidente della Camera, in realtà strumentalizzando il presidente francese, per nulla intenzionato a bloccare la Tav ma a studiare una versione low cost del tracciato. «Se andremo al governo potremo tollerare ancora di sprecare miliardi in Valle di Susa, quando ci sono i mezzi pubblici che non funzionano?», la chiosa finale che ha subito scatenato reazioni e polemiche.  

 

LE IMPRESE  

Scontate quelle politiche che, ovviamente, tirano in ballo anche Appendino e il suo rapporto - altalenante, ma in alcuni casi tutt’altro che negativo - con le categorie produttive della città. Non è un caso, allora, se da fronti opposti ieri il senatore del Pd Stefano Esposito e il capogruppo di Foza Italia in Comune Osvaldo Napoli abbiano sollecitato industriali, costruttori, artigiani, commercianti, cooperative, a prendere posizione. Con argomenti analoghi: che cosa pensano le forze produttive, il mondo dell’impresa e del lavoro sulla natura del Movimento 5 Stelle e sulla sua capacità di interpretare le grandi questioni dello sviluppo e della crescita?  

 

LA RISPOSTA  

Almeno per quanto riguarda la Tav la risposta è arrivata netta. «Simili affermazioni e i conseguenti applausi del sindaco Appendino lasciano sbigottiti», attacca Alessandro Cherio, presidente del Collegio costruttori. «Abbiamo più volte dichiarato che la Tav è un’opera importantissima per il nostro territorio sia per le ricadute immediate, sia per la futura competitività economica di Torino e del Piemonte. Non smetteremo mai di denunciare la mancanza di un progetto e di una visione della nostra città». Stessa lunghezza d’onda per il presidente dell’Unione industriali Dario Gallina, da sempre su posizioni dialoganti e di collaborazione con l’amministrazione Cinquestelle: «Fermare l’opera avrebbe conseguenze nefaste. Vorrebbe dire tenere fuori Torino e il Nord-Ovest dalla rete di infrastrutture europea. Queste posizioni sono frutto di una visione molto limitata, un errore strategico che può attirare qualche voto on più ma nel medio-lungo periodo danneggia il territorio».  

 

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RISCHIO SANZIONI  

Per Vincenzo Ilotte, presidente della Camera di Commercio, considera la sortita di Di Maio «uno spot elettorale che riflette le contraddizioni di un movimento che si dice anti sistema e poi va a Cernobbio». Analisi dura che scende anche nel concreto: «Il mondo dell’impresa è compatto a favore di quest’opera; abbandonarla sarebbe una scelta anacronistica, fuori luogo e irresponsabile. Priverebbe il territorio di collegamenti, opportunità, occupazione. Esporrebbe l’Italia al rischio di dover pagare sanzioni pesantissime». Per Cna Piemonte e Cna Torino «è utile la realizzazione della Tav, valutazione motivata dal fatto che questa opera rappresenta per il territorio una fondamentale infrastruttura».  

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