Il preside dei record: “Costretto a gestire ventisette scuole”

Da cinque anni il mondo della scuola attende il nuovo bando di concorso per i dirigenti


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 14:12
Strambino

Due anni fa lasciò la guida della direzione didattica di Strambino, convinto che quell’esperienza potesse essere archiviata in un cassetto alla voce «passato». A volte, però, il passato ritorna. Così Guido Gastaldo, da quest’anno, deve gestire, oltre alle 18 scuole del comprensorio di Azeglio, anche le 9 dello Strambinese che si lasciò alle spalle nel 2015. Risultato: in tutto ha 27 plessi sotto la sua direzione, per 21 Comuni (14 quelli del Canavese orientale più i 7 che fanno capo a Strambino), oltre 2200 studenti e 350 dipendenti tra insegnanti e amministrativi. Un record che, conti alla mano, probabilmente non ha eguali in tutto il Piemonte. 

SU E GIÙ PER IL CANAVESE

Lui, il superpreside canavesano, l’ha presa con filosofia, anche se i disagi da affrontare non saranno pochi. «Ci sono colleghi che hanno molti più alunni di me da gestire, ma qui il problema è che i plessi, fisicamente, sono un’infinità». Tanto per dire, ad ognuno delle 27 scuole dovrà essere garantito il rispetto delle norme in materia di sicurezza, come da prassi, ma riuscire a tenere sotto controllo una direzione didattica così vasta metterà a dura prova il povero Gastaldo e il suo staff. «Tra l’altro - spiega il preside - non potrò neppure contare su due vicari, che quest’anno mi sono stati tolti». 

 

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AREA VASTA COME TORINO

Per dare un’idea del gigantesco caos al quale dovrà far fronte questo preside è sufficiente guardare all’estensione territoriale della direzione didattica. Già quella di Azeglio è tra le più grandi in Italia, con una dimensione che, in chilometri quadrati, quasi eguaglia il territorio della città di Torino, figuriamoci adesso, con l’aggiunta dell’intero Strambinese. La nuova regolamentazione sulla reggenza a scavalco di più direzioni introdotta nel 2011, aveva convinto molti presidi, all’epoca, a lasciare la cattedra. «Fu così per me - racconta Reginaldo Palermo, ex dirigente e oggi direttore dell’associazione Gessetti Colorati -, la ritengo una norma assurda e oggi se ne vedono i risultati». 

IN ATTESA DEI CONCORSI

Da cinque anni il mondo della scuola attende il nuovo bando di concorso per i dirigenti, ma anche questa volta sembrano non esserci novità. Così, se la coperta è corta, bisogna arrangiarsi. «Di fronte a questa situazione non posso che allargare le braccia e far buon viso a cattiva sorte» chiosa il superdirettore.  

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