Uova contaminate, trovati cinque campioni positivi

Test dello Zooprofilattico sui prelievi di Asl e Nas: alimenti sospetti da aziende di Cuneese e Torinese
LAPRESSE

I controlli sui campioni continueranno e saranno estesi anche al pollame


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 12:08
TORINO

Sono numeri provvisori, ora i controlli proseguiranno e si estenderanno al pollame, ma nemmeno il Piemonte è immune dalla presenza di Fipronil: l’antiparassatario che non dovrebbe esserci, perchè vietato da tempo, quindi fuorilegge, e invece c’è. A parziale consolazione, spiegano dall’Istituto Zooprofilattico di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, il fatto che per il momento la nostra regione se la cavi meglio rispetto alla media nazionale (stando agli ultimi dati del ministero della Salute, in Italia la prevalenza dei campioni positivi è del 14%). Oltretutto, in 4 casi su 5 le «positività» riscontrate in Piemonte rimandano alla medesima azienda. 

I TEST

Ma tant’è. I test, effettuati dallo Zooprofilattico su 48 campioni prelevati dalle Asl e dai Nas, hanno dato esito positivo in 5 casi: 4 rimandano a uova di galline allevate «a terra», prelevate a più riprese in un’azienda del Cuneese, mentre un altro porta nel Torinese. In questo caso parliamo di un «prodotto d’uovo»: tuorlo pastorizzato impiegato in un biscottificio.  

Stante le indagini - necessarie per capirne di più, ripercorrere la filiera dei prodotti in questione (soprattutto quello rinvenuto nel Torinese) e stabilire se l’utilizzo dell’antiparassitario è stato deliberato o meno - i particolari dei prelievi (località e nomi dei soggetti interessati) restano top secret. Da valutare la possibilità che il Fipronil sia stato mescolato ad altre e più innocue sostanze, ad insaputa di chi ne ha fatto uso, prima di essere messo sul mercato.  

PARTITE SEQUESTRATE

In ogni caso si sa che i livelli di contaminazione dell’anti-parassitario - «moderatamente tossico per l’uomo, in base alla concentrazione e alla frequenza dei consumi dei prodotti interessati», spiegano dallo Zooprofilattico - risultano medio-bassi nei cinque campioni piemontesi. Va da sè che le partite sono già state sequestrate. Cosa significa, in termini di rischio per la salute? Dall’Istituto di via Bologna parlano di «rischio contenuto» e invitano a non drammatizzare: resta il fatto che, in Piemonte come nel resto d’Italia, non dovrebbe esserci traccia di Fipronil. 

UOVA E DERIVATI

Entrando nel merito, 17 dei 48 campioni sono rappresentati da uova intere. La restante quota riguarda, per l’appunto, prodotti d’uovo o prodotti di trasformazione: maionese, biscotti, plumcake, panettoni, pasta all’uovo. Come spiega il dottor Angelo Ferrari, direttore sanitario dello Zooprofilattico, i test sono stati effettuati presso il laboratorio chimico con sede a Teramo: «In futuro non sarà più così dato che abbiamo appena attivato un laboratorio chimico a Cuneo, nel basso Piemonte, e un’altro presso la sede di a Genova». 

NUOVI CONTROLLI

Come si premetteva, i controlli - disposti dal Ministero sul territorio nazionale - continueranno. «E’ in corso il piano straordinario di analisi sul pollame italiano, oltre che sulle uova - precisa la dottoressa Maria Caramelli, direttore generale dell’Istituto -. Non solo: in Europa sta maturando la consapevolezza che il Fipronil potrebbe non essere l’unico antiparassitario utilizzato illegalmente negli allevamenti e si comincia a cercarne altri. È il caso dell’Amitraz». Restando al Fipronil, ad oggi i Paesi coinvolti, europei ed extraeuropei, sono 45.  

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