I sindaci di Etroubles e St-Oyen a Delrio: “Subito un nuovo appalto per la variante della SS 27”

Il cantiere è fermo dalla fine del 2015

Il cantiere della variante lungo la Statale 27 del Gran San Bernardo


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 13:00
etroubles

I sindaci dei Comuni di Etroubles e Saint-Oyen chiedono aiuto al governo per sbloccare il cantiere della variante della Statale 27 del Gran San Bernardo, fermo dalla fine del 2015. Attraverso una lettera indirizzata al ministro di Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio, i due amministratori di Etroubles, Marco Calchera, e Saint-Oyen, Natalino Proment, sottolineano le loro preoccupazione per le tempistiche di un nuovo appalto, che comprende anche una nuova progettazione, rivolgendo al Consiglio dei ministri la richiesta di valutare l’utilizzo delle procedure d’urgenza per concludere in tempi più brevi l’opera. 

 

I lavori della variante, consegnati per l’inizio delle opere nel luglio del 2011, erano stati affidati all’associazione di imprese Lauro S.p.A./Impresa De Giuliani S.r.l., per un totale di 107 milioni 123 mila euro, e avrebbero dovuto concludersi entro maggio 2016. Ma, a causa dei dissesti del terreno, che nell’aprile del 2013 portarono allo sgombero di alcune famiglie residenti in località La Collère, è stato necessario eseguire ulteriori indagini e studi progettuali, rallentando i lavori. Poi la Lauro è andata in sofferenza economica, scaturita con la vendita all’asta a inizio anno di tutti i mezzi presenti in cantiere e la richiesta di concordato preventivo al Tribunale di Vercelli. LAnas ha proceduto verso al risoluzione del contratto. 

 

«Da quanto è stato possibile dedurre - dicono i due primi cittadini - è in corso la progettazione delle opere ancora da eseguire e da completare, ma la ripresa e l’ultimazione dei lavori deve essere rapida per consentire, finalmente, di eliminare il traffico dei mezzi pesanti pericoloso per gli abitati di Etroubles e Saint-Oyen». I sindaci evidenziano anche come la situazione di un cantiere abbandonato siano un potenziale pericolo «a causa di copiose infiltrazioni idriche non drenate e in costante accumulo all’interno delle opere, che le rovinano e che potrebbero comportare instabilità del terreno». 

 

Nella lettera i due amministratori mettono l’accento anche sui prati occupati per lo stoccaggio del materiale inerte, che deturpano il paesaggio, recano grave danno al settore zootecnico e con polveri che inquinano l’ambiente. Elencando tutte queste motivazioni chiedono quindi di accelerare l’iter di individuazione di una nuova ditta appaltatrice e la conseguente ripresa dei lavori con la decretazione delle procedure d’urgenza. 

Scopri La Stampa TuttoDigitale e abbonati

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi