A FuoriLuogo si presenta il romanzo del “Mago” Ezio Volpi che portò l’Asti calcio in serie C1

Il giornalista Franco Zappacosta


Pubblicato il 12/09/2017
asti

Ezio Volpi è stato il «Mago» dell’Asti Tsc. Con lui in panchina i galletti hanno toccato la vetta più alta a livello calcistico salendo in C1. Era la stagione 1984/85: quell’anno la formazione biancorossa giocò contro il Vicenza dell’astro nascente Roberto Baggio, il Rimini dell’emergente Arrigo Sacchi e la Spal, ora in serie A, di Galeone.  

Un libro scritto dal giornalista Franco Zappacosta ne rievoca la vicenda: «Ezio Volpi. Il mago della serie C» (Edizioni 5 Terre, 12 euro) sarà presentato oggi alle 18,30 a FuoriLuogo (davanti al tribunale). L’ingresso è libero. 

 

«E’ una figura molto amata a Chieti, la mia città d’origine - racconta Zappacosta - perché vi ha allenato per cinque anni, in due cicli, portando la squadra in C1. Gli ultras gli hanno intitolato la curva dello stadio. Per questo motivo ho deciso di dedicargli questa biografia, raccogliendo molte testimonianze». 

A parlare del suo biennio astigiano sono stati il giornalista Gianni Truffa e Giuseppe Pillon, ex tecnico di Chievo e Alessandria, che ha militato nell’Asti di Volpi ricoprendo il ruolo di tornante di fascia. 

 

Il Mago  

Nato a Milano nel 1934, Volpi è morto a Porto Santo Stefano ad appena 58 anni nel marzo del 1993, colpito da Sla. L’anno prima aveva raggiunto la salvezza con il suo Chieti. La carriera di calciatore è legata invece al Savona: ruolo stopper, già nel 1971 ad appena 27 anni fu nominato allenatore al posto dell’esonerato Ernesto Malavasi su consiglio di Nello Governato, centrocampista e leader dello spogliatoio, che sarebbe poi diventato un eccellente giornalista sportivo a Tuttosport. 

Ad Asti fu chiamato dal presidente Nosenzo che stava cercando un tecnico vincente per tentare il grande salto dalla C2 alla C1: per convincerlo gli acquistò cinque giocatori del Prato (Spigoni, Cassano, Venturini, Grossi e appunto Pillon) che aveva appena dominato la C2, e gli prese il suo fidato Allegrini dal Francavilla. Uno squadrone che, manco a dirlo, vinse il campionato. 

«L’appellativo di Mago della C è dovuto al fatto che Volpi ha conquistato quattro promozioni con Francavilla, Asti, Nocerina e Chieti - spiega Zappacosta - Sfogliando i giornali di allora viene spesso identificato così». 

Un mister vincente che pativa molto le sconfitte: «Volpi era uno che soffriva moltissimo quando perdeva. Sulla strada del ritorno, se le cose erano andate male, si isolava in fondo al pullman. Era però un grande signore: quando sentiva venire meno la fiducia nei suoi confronti, si dimetteva lui rinunciando così allo stipendio. Ovunque ha lasciato solo bei ricordi», chiosa Zappacosta.  

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