“Bonus” ai licenziati della Sgl per l’assunzione in un’altra ditta

Con la cessione a una multinazionale in azienda 20 addetti su 111

Dipendenti Sgl in occasione di una manifestazione davanti alla fabbrica


Pubblicato il 12/09/2017
castelnuovo calcea

I lavoratori della Sgl di Castelnuovo Calcea hanno accettato l’accordo per il licenziamento collettivo. Manterranno il posto di lavoro in 20, i dipendenti dell’ufficio progettazione, su 111; per gli altri bonus economico e un nuovo «ammortizzatore sociale»: la «dote assunzione». «La proprietà ha accettato di salvare il posto di lavoro a 8 dipendenti in più rispetto a quanto ci avevano riferito a luglio», il commento di Salvatore Pafundi, segretario dei metalmeccanici Cisl. Per tutti gli altri, 91 dipendenti, i turni proseguiranno sino a fine settembre, poi scatterà il licenziamento collettivo.  

La nuova proprietà della Sgl, una multinazionale con sede a Bergamo, ha accettato la richiesta dei sindacati «Una contributo di 30 mila euro che pagherà entro 45 giorni dalla chiusura dei reparti – aggiunge Pafundi - E c’è la possibilità di essere assunti nella sede di Bergamo con un contributo affitto per chi si trasferirà». 

Questo accordo collettivo porta con se una novità per l’Astigiano «La “dote assunzione” – spiega il sindacalista -. Ogni lavoratore che sceglie la “buona uscita” di 30 mila euro può decidere di incassarne solo 15 mila. L’altra metà verrà accantonata come un bonus assunzione da destinare all’azienda che deciderà di assumerlo a tempo indeterminato. E’ facoltativo, chi sceglie di incassare subito tutto il denaro lo potrà fare senza problemi». Se chi sceglierà la “dote assunzione” non venisse assunto a tempo indeterminato, o la nuova azienda non rispettaste i termini dell’accordo, riavrà i 15 mila euro accotonati. «Siamo di fronte ad uno stabilimento che chiude e ad un licenziamento collettivo – prosegue nella sua analisi il sindacalista della Cisl -. In questo accordo, però, abbiamo provato a mettere il futuro del lavoratore al centro». 

Sgl è una società nata nell’Astigiano poco più di 40 anni fa che assorbita da una multinazionale con sede a Bergamo che ha annunciato la chiusura dello stabilimento astigiano a luglio.  

«Le cause di tale decisione risiedono nella grave situazione di crisi che il sito produttivo di Castelnuovo Calcea attraversa ormai da alcuni anni, determinata dal drastico calo dei volumi di vendita e dal correlato decremento del fatturato» scrisse in una nota stampa la proprietà, N&W Global Vending, quando annunciò il licenziamento collettivo. Tra le cause della crisi la diffusione delle macchinette da caffè con le capsule ed i costi di produzione. Sgl resterà un marchio. Non produrrà più in Piemonte, ma in Emilia e Lombardia con una sede operativa anche in Romania. «Ce lo hanno detto chiaro e tondo – disse Pafundi dopo il primo incontro con la proprietà a luglio – nel paese dell’Este Europa un lavoratore costa 6 euro l’ora. Qui 30». 

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno