Manzini in libreria svela i segreti di Rocco Schiavone

Lo scrittore è atteso questa sera alle 21 in via Italia. Gli altri appuntamenti con gli autori

Antonio Manzini è atteso questa sera alla libreria Giovannacci


Pubblicato il 12/09/2017
biella

Autori ospiti nelle librerie, nei prossimi giorni, per confrontarsi con i lettori sulle loro più recenti produzioni. 

Oggi alle 21 alla libreria Giovannacci è atteso Antonio Manzini con «Pulvis et umbra», in cui racconta le nuove indagini del vice questore Rocco Schiavone. Si tratta del seguito delle vicende iniziate in «7-7-2007», intreccio in cui Schiavone si era trovato stretto in una tenaglia: la fuga di Enzo Baiocchi, responsabile della morte di sua moglie Adele, e le pressioni esercitate dai più alti vertici di polizia. «Pulvis» è quindi la polvere che ricopre i mobili della sua vecchia casa di Roma, mentre le ombre sono quelle che lo circondano in certe notte umide ad Aosta, dove è stato trasferito d’ufficio. Uomo fuori dagli schemi (scontroso, irritabile, trasgressivo al limite del lecito, ma con un senso della giustizia tutto suo e dotato del carisma che solo un grande poliziotto può avere) il protagonista utilizza nelle indagini metodi poco ortodossi, motivo per cui non è ben visto. Ancora una volta gli si presenta un caso di omicidio. Il corpo di una trans viene trovato nella Dora.  

Scrittore e sceneggiatore, Antonio Manzini, lavora prevalentemente per il cinema e la televisione. I suoi primi romanzi gialli sono stati «Sangue marcio» e «La giostra dei criceti», mentre la serie di Rocco Schiavone, iniziata nel 2013, comprende anche «Pista nera», «La costola di Adamo», «Non è stagione» e «Era di maggio».  

 

Il prossimo incontro con l'autore da Giovannacci è previsto sabato 23 alle 18 in compagnia di Fabio Genovesi (Premio Strega Giovani 2015 con «chi manda le onde»). L’autore toscano racconterà il suo «Il mare dove non si tocca». 

 

Ancora in settimana, venerdì alle 18, alla Feltrinelli è invece atteso Fabio Girelli per parlare di «Il settimo esorcista», un altro intreccio poliziesco, dalle atmosfere cupe, che tocca temi inerenti l’occulto e soprannaturale. A fare da cornice agli eventi, in questo caso è Torino, e il personaggio è ancora un vicequestore, Andrea Castelli. Colpito da una sindrome bipolare che gli impedisce di lavorare con la dovuta continuità e legato sentimentalmente a una transessuale di Ipanema, il personaggio creato da Girelli è sempre alle prese con una doppia lotta: quella contro il criminale di turno e quella contro la propria mente. 

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