Artiglia, tris da campione: “Merito di tutta la squadra”

Domenica da protagonista per il giovane bomber della Biellese


Pubblicato il 12/09/2017
BIELLA

Buona la seconda. La Biellese riscatta con autorità il passo falso di Pavarolo e mette al tappeto il malcapitato Lucento (3-0). Tutto nel segno di Edoardo Artiglia, numero 7 sulle spalle e 18 anni all'anagrafe. Il bomber tascabile bianconero sfodera il repertorio del campione e da solo chiude la pratica Lucento in un quarto d'ora, dal 2' al 17' del primo tempo. Una tripletta da urlo per il gioiello della cantera laniera. 

 

CAPOLAVORI  

Due colpi ai fianchi e un uppercut da ko per il Lucento. Il combattimento si chiude al primo round. Artiglia, in versione Héctor «Macho» Camacho, incanta la platea, proprio come da repertorio del leggendario peso leggero portoricano. La prima sventola è una rasoiata sulla sponda di Pierobon: la palla sibila rasoterra infilandosi nell'angolino. Il «13» è proprio un minuto fortunato: Vanoli allunga per il compagno, il rimpallo sul difensore gli è amico e il «gancio» sul palo lontano è imprendibile. Il tris ha le sembianze del capolavoro. Artiglia indossa i panni del Pinturicchio e dai 20 metri pennella nel sette. I paragoni si sprecano, Del piero è in testa alla hit parade. Ad una sola incollatura Immobile, un altro che ne sa «tre» più del «Diavolo». 

 

PALLONE IN BACHECA  

In sala stampa Artiglia, Edo per tutti, si presenta con l’arnese sotto braccio. La telecamera lo inquadra, i microfoni fioccano e lui non molla la presa dalla sfera. Parole e musica di Adriano Celentano: «Cattivo come adesso non lo sono stato mai». In questo refrain c’è lo zampino di mister Roano, uno che di triplette (una decina abbondante in carriera) se ne intende: «Non regalo complimenti a nessuno, ma domenica Artiglia ha sfoderato il suo potenziale. Bravo davvero. Sono curioso di vedere la reazione che avrà. Il lavoro paga sempre e lui è un esempio tangibile». 

Il diretto interessato sintetizza una domenica speciale: «Devo migliorare, ma sono soddisfatto. Cerco di seguire i consigli del mister, soprattutto per la fase difensiva». Un pensiero ai compagni: «Mi hanno messo in condizione di fare questi gol. Nel mio caso giocare con Pierobon vicino facilita decisamente gli inserimenti. In generale è la manovra della squadra a trarne beneficio». Dediche: scontata quella alla famiglia, altre personalizzate sono in stand-by: «Spero di avere altre occasioni. Dopo la scorsa stagione questi gol sono una vera e propria liberazione. Nelle giovanili ero abituato a segnare con una certa frequenza, spero di ripetermi in prima squadra». 

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