Zilvetti, 15 mesi di squalifica per doping: “Non ho fatto nulla di grave, pensavo di essere assolto”

Paolo Zilvetti all’arrivo della maratona di Milano


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 18:59
biella

La Prima Sezione del tribunale nazionale antidoping ha inflitto a Paolo Zilvetti la squalifica di un anno e tre mesi. Il runner biellese era stato sospeso dopo la maratona di Milano (in cui era arrivato ottavo), in quanto riscontrato positivo alle sostanze Clostabol Metabolita e Betametasone. La Procura antidoping aveva chiesto una squalifica di due anni. «I giudici hanno tenuto in considerazione le mie documentate difese – dice Zilvetti -. Nel corso del procedimento, insieme ai miei avvocati, ho fornito evidenze documentali per dimostrare come la mia positività fosse stata causata sia da un trattamento terapeutico, al quale mi ero sottoposto in completa buona fede, sia dal contatto accidentale con un farmaco prescritto a un soggetto terzo, che io stesso avevo aiutato a somministrare». Secondo Zilvetti, il tribunale ha accolto solo in parte le tesi della Procura in quanto ha valutato come negligenza non significativa la condotta contestata. «La normativa antidoping punisce in modo più lieve il fatto oggettivo della presenza di una sostanza vietata quando l’evento, come nel mio caso, non sia stato la conseguenza di un comportamento preordinato e voluto». Il tribunale ha inoltre disposto la cancellazione del risultato agonistico conseguito nella gara del 2 aprile. Zilvetti potrebbe ricorrere in appello, ma non pare molto propenso a proseguire. 

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