A Scarnafigi il titolo di “città dei formaggi”

Su indicazione dei consorzi di tutela del Bra e Raschera dop

(Murialdo)


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 18:46
SCARNAFIGI

Bra e Raschera ‘eleggono’ Scarnafigi nuova Città dei Formaggi. I caseifici del paese saluzzese utilizzano oltre 3mila quintali giornalieri di latte per la produzione di Grana Padano, Piemontino, Bra, Raschera, Toma ed altre produzioni minori. 

 

Su indicazione dei Consorzi di tutela del formaggio Bra Dop e Raschera Dop, il Comune di Scarnafigi è stato nominato ‘Città dei formaggi’. La nomina è stata ratificata con una delibera della Giunta comunale approvata lunedì 11 settembre ed è stata proposta nell’ambito dell’attività istituzionale dei due Consorzi, volta a promuovere e valorizzare i due grandi formaggi Dop della provincia di Cuneo prodotti dai numerosi caseifici associati ai due Consorzi. 

 

“Scarnafigi è il comune piemontese con il più alto numero di caseifici – spiegano Franco Biraghi, Marco Quaglia e Mario Cappa, rispettivamente presidente e vice presidenti dei Consorzi per la tutela del formaggio Bra Dop e Raschera Dop -. Il paese, oggi, vanta tre importanti realtà presenti sul proprio territorio e una nel confinante comune di Ruffia che, fino al 1946 era una frazione di Scarnafigi; tutte queste aziende, fiori all’occhiello dell’economia casearia del comune e non solo, sono specializzate nella produzione di formaggi di qualità: Grana Padano, Piemontino, Bra, Raschera, Toma e altre produzioni minori per un quantitativo di latte lavorato di oltre 3mila quintali giornalieri. Per questo motivo i Consorzi del Bra e del Raschera, nell’ambito della loro attività istituzionale di promozione e valorizzazione dei formaggi prodotti dai caseifici associati, hanno chiesto all’amministrazione comunale, al fine di meglio valorizzare e promuovere le produzioni locali, di nominare Scarnafigi ‘Città dei formaggi’ ”. 

 

L’opuscolo “Scarnafigi tra storia ed arte di provincia” riporta come l’economia scarnafigese poggiasse essenzialmente su una fiorente agricoltura ad alto livello di specializzazione e che l’antica struttura dei caseifici presenti sul territorio comunale contava già nel 1937 ben nove industrie casearie: Quaglia Angelo (via Roma), Ceirano Giovanni Domenico (via Sperino), Rabbia Antonio (via Ballario), Audisio Benedetto (via Ballario), Ambrogio fratelli (via Torino), Ceirano Chiaffredo (via Principe Amedeo), Silvestro fratelli (Porrera Piccola), Quaglia Angelo (Madonna delle Grazie), Rabbia Pietro Antonio (frazione Ruffia). 

 

“Da tempi immemorabili nella pianura e sulle montagne del Cuneese si svolge una fiorente attività di produzione di formaggi favorita dai numerosi allevamenti di bovini e dalla conseguente produzione di grandi quantità di latte – aggiunge il sindaco di Scarnafigi, Riccardo Ghigo -. All’inizio del secolo scorso l’attività di trasformazione del latte in formaggio gradatamente passò da contadina a industriale e nacquero così i primi caseifici che acquistavano il latte dagli allevatori locali e lo trasformavano in pregiati formaggi. Abbiamo accolto con piacere la proposta dei due Consorzi di tutela, che abbiamo immediatamente messo nero su bianco con una delibera di Giunta che siamo sicuri darà ulteriore lustro ai caseifici presenti sul nostro territorio e che servirà a promuovere e valorizzare ulteriormente quelle che sono le nostre pregiate produzioni locali”. 

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