Sentenza sottosopra, assolti i vertici Sacal

I dirigenti della fonderia erano stati condannati per avvelenamento colposo delle acque


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 19:56
carisio

Assolti perché il fatto non sussiste. Oggi la Corte di appello di Torino ha ribaltato la sentenza di primo grado del tribunale di Vercelli che aveva condannato i dirigenti della fonderia di Carisio, Corrado Cordioli e Salvatore D’Anna a 8 mesi di reclusione. I due dirigenti, in qualità di amministratore delegato (Corrado Cordioli) e di Salvatore D’Anna (responsabile della sicurezza ed ecologia della fonderia), erano stati ritenuti responsabili, in concorso tra loro, di avvelenamento colposo delle acque, di sostanze alimentari di prodotti degli orti e degli allevamenti. Ora però questa sentenza del giudice monocratico Eleonora Calevi, emessa nel mese di luglio 2016, è stata annullata, ribaltando di fatto l’esito del processo di primo grado. Un colpo di scena che il sindaco di Carisio Pietro Pasquino non vuole commentare subito: «Dobbiamo riflettere qualche istante - spiega – e poi vedremo come muoverci. Ovviamente anche i giudici sono umani e come tali possono cadere in errore».  

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