Uccisa per 90 mila euro e sotterrata in giardino. In carcere il vicino di casa

Svolta nelle indagini per la sparizione di Marilena Re. L’uomo l’avrebbe assassinata per non restituire la cifra
ANSA


Pubblicato il 12/09/2017
Ultima modifica il 20/09/2017 alle ore 02:30
busto arsizio

Sembrava scomparsa nel nulla, in una calda domenica mattina di fine luglio. Così l’hanno cercata per oltre un mese e mezzo, perchè Marilena Rosa Re, 58 anni, sposata e con due figli, una vita felice a Castellanza nel varesotto, non aveva alcun motivo di scappare o sparire. Ieri mattina, infatti, il colpo di scena. Marilena sarebbe stata assassinata da un vicino di casa che lei considerava un amico e a cui aveva affidato tutti i suoi risparmi: 90 mila euro consegnati tre anni fa nel timore che se li portasse via il fisco. «Dalli a me», diceva l’amico, «te li custodisco io e quando ne hai bisogno te li ridò». Ma quando il bisogno c’è stato davvero, Vito Clericò, ex impiegato Esselunga, 64 anni, ha preferito ucciderla piuttosto che restituire il denaro. Così almeno sostiene l’accusa.  

 

L’uomo è stato ammanettato ieri mattina e portato in carcere a Busto Arsizio con l’accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Nonostante abbia negato ogni addebito gli inquirenti sono convinti che abbia sepolto il corpo della donna nel giardino della sua villetta di Garbagnate Milanese in via Livorno, dove da oggi cominceranno gli scavi alla ricerca del cadavere.  

 

Ad inchiodare l’uomo diversi e gravi indizi di colpevolezza: Clericò, senza alcun precedente penale, era stato l’ultimo ad avere contatti con la vittima. Nel corso di un interrogatorio svoltosi alcune settimane fa aveva dichiarato di aver accompagnato l’amica in piazza a Garbagnate, proprio il giorno della sua scomparsa, il 30 luglio. Tuttavia le telecamere lo avevano smentito, non restituendo dell’incontro alcuna immagine. L’uomo poi aveva parlato di una telefonata ricevuta dalla donna alle 7 del mattino, smentita anche questa dai tabulati. Decisive sarebbero state le tracce di sangue riconducibili alla donna e rinvenute sui pantaloni del presunto assassino.  

 

Un movente economico, dunque, quello alla base dell’omicidio: la 58 enne, promoter nei centri commerciali della provincia, poco prima di sparire avrebbe chiesto a Clericò la restituzione della somma di denaro prestata tre anni prima. Soldi che peraltro erano stati nascosti dalla donna per evitare che il Fisco glieli pignorasse per ripagare un debito di 80 mila euro con l’erario. Clericò avrebbe tuttavia speso l’intera cifra prestata e, quando la donna gliel’ha richiesta, avrebbe deciso di ucciderla. Nell’indagine resta ancora da chiarire il ruolo della moglie dell’uomo, che stando a quanto dichiarato dagli inquirenti era a conoscenza della vicenda, ma che al momento è stata solamente denunciata a piede libero.  

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