Inizia il Salone di Francoforte, l’industria tedesca mostra il suo volto pulito e tecnologico

Auto elettriche e a guida autonoma sono le protagoniste, a due anni esatti dallo scoppio del dieselgate

La Smart Vision EQ elettrica e la Mercedes-AMG Project One ibrida


Pubblicato il 12/09/2017

Non è più la stessa, l’industria dell’auto tedesca che si presenta oggi alla stampa nel primo giorno del Salone di Francoforte: a settembre 2015, proprio durante l’ultima fiera, scoppiò lo scandalo dei diesel truccati della Volkswagen, da cui partirono una serie di inchieste che colpirono più o meno di striscio altri costruttori, rivelando regolamenti europeo lassi e inopportuni cartelli fra le aziende. Ma non è un’industria tedesca indebolita, quella che si presenta oggi nel Salone di casa. Piuttosto, si proietta in avanti per dimenticare in fretta un passato poco trasparente: non a caso il moto di ques’anno è “Future Now”, il futuro adesso.  

 

AP

Matthias Müller, ceo VW Group, durante la serata di preview “Volkswagen night”  

 

Basta dare un’occhiata fra le novità degli stand dei gruppi Volkswagen, BMW, Daimler, Bosch per rendersi conto del numero impressionante di auto elettriche e di auto-robot offerte agli occhi dei visitatori. Ieri sera Matthias Wissman, presidente dell’associazione dei costruttori tedeschi Vda che organizza il Salone, ha dato un paio di numeri che dimostrano non si tratta solo di annunci e di concept car: entro il 2020, cioè nel giro di tre anni, l’industria tedesca investirà 40 miliardi di euro nei motori alternativi e fra i 16 e i 18 miliardi di euro nella guida autonoma.  

 

Smart, ha detto ieri sera il numero uno della Daimler, Dieter Zetsche, entro lo stesso anno diventerà un marchio 100% elettrico: le ultime Smart a benzina saranno consegnate ai concessionari nell’autunno del 2019. Il gruppo Volkswagen, ha detto Matthias Müller, spenderà nell’elettromobilità almeno 20 miliardi di euro entro il 2030. 

 

AP

Audi Aicon a guida autonoma  

 

È un Salone che parla prevalentemente tedesco, quello di Francoforte. I tre grandi gruppi di casa hanno stand enormi, veri e propri palazzi che fanno passare per cenerentole gli altri marchi. Tanto che molti stranieri hanno rinunciato a essere qui: pesano le assenze di Fiat, Alfa Romeo, Jeep, Peugeot, DS, Nissan, Volvo. Ma i “non tedeschi” che hanno deciso di esserci hanno portato con loro novità importanti, se non dal punto di vista tecnologico, almeno sul fronte delle vendite: sono sempre più richiesti, infatti, i piccoli Suv di cui Citroën, Kia, Hyundai, ma anche Seat e la stessa Volkswagen presentano qui le ultime evoluzioni. 

 

REUTERS

Volkswagen T-Roc  

 

Tanti anche i modelli di super lusso, tedeschi e non. Accanto alle nuove Rolls-Royce Phantom e Bentley Continental GT, spicca la novità della Ferrari, unica rappresentante dell’Italia insieme alla Maserati: a pochi giorni dal debutto nella località ligure, è a Francoforte la nuova Portofino, erede coupé-cabriolet della California. 

 

Infine, alcuni outsider a completare il panorama di questo Salone di Francoforte 2017. Dalla Cina arriva per la prima volta la Geely, che qui presenta un Suv che dovrebbe aprire le porte all’annunciato sbarco nel mercato europeo. Arrivano invece soprattutto (ma non esclusivamente) dall’America le aziende tecnologiche come Google, Facebook, Siemens, IBM, BlaBlaCar che popolano la “fiera nella fiera” New Mobility World, dedicata alla mobilità del futuro in senso lato, con oltre 250 espositori fra aziende e associazioni. A dimostrazione che il confine fra industrie dell’auto e tecnologiche è sempre più labile, e che le invasioni di campo diventeranno la norma. 

 

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