“Il Coro Moro canterà Bella Ciao in Prefettura”

La proposta del Consiglio regionale dopo le polemiche per il concerto

La formazione dei Coro Moro: il sindaco Ivana Gaveglio ha spiegato che la cancellazione del concerto è stata decisa per privilegiare altri eventi «più carmagnolesi»


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 13/09/2017 alle ore 08:10
carmagnola

«Inviteremo il Coro Moro a suonare “Bella Ciao” in Prefettura». Non si placano le polemiche sulla cancellazione del concerto della band delle Valli di Lanzo in chiusura della Sagra del Peperone. Nino Boeti (Pd), vicepresidente del Consiglio regionale e presidente del comitato Resistenza e Costituzione, proporrà ai coristi di cantare in occasione della consegna delle medaglie d’onore ai partigiani. Secondo quello che è stato riferito dai componenti del gruppo, il vice sindaco di Carmagnola, Vincenzo Inglese, avrebbe chiesto di eliminare dalla scaletta la canzone simbolo della Resistenza. Per questo motivo il Coro si sarebbe rifiutato di salire sul palco di piazza Sant’Agostino, rinunciando anche al cachet. 

 

Il sindaco Ivana Gaveglio ha invece spiegato che la cancellazione del concerto è stata decisa per privilegiare altri eventi «più carmagnolesi». Tuttavia le prime polemiche erano scoppiate una settimana prima, proprio quando l’esecuzione di «Bella Ciao» da parte dei Kachupa aveva infastidito alcuni componenti della maggioranza di centrodestra che avevano giudicato «Bella Ciao» inadatta alla Fiera. 

 

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«“Bella ciao” non appartiene a una parte politica, esprime i valori antifascisti a fondamento della Costituzione – attacca Boeti -. L’amministrazione di Carmagnola ha quindi offeso i partigiani, la Costituzione e tutti gli italiani. Le motivazioni secondo le quali non si tratterebbe di una canzone attinente alla Fiera sono imbarazzanti». 

 

Daniela Ruffino (Fi), anche lei vicepresidente del Consiglio regionale, difende l’operato del primo cittadino: «Conoscendo e stimando il sindaco sono certa della fondatezza delle sue dichiarazioni. “Bella Ciao” è stata cantata a Carmagnola il 25 aprile scorso, in una delle serate di questa edizione della Fiera e verrà cantata nel mondo. Eviterei strumentalizzazioni e metterei l’accento sul successo della manifestazione». 

 

Sui social è esploso il dibattito fra chi parla di polemiche create ad arte e chi si scaglia contro la giunta. L’Anpi ha invece richiesto spiegazioni ufficiali: «Ci chiediamo come mai ancora oggi cantare “Bella Ciao” sia considerato di parte. Come mai questo canto, patrimonio di tutti, crei imbarazzo. E nessuno abbia avvisato dell’annullamento di questo concerto. Ribadiamo con forza che esiste una Carmagnola diversa, antifascista, che da sempre crede nella democrazia». 

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