Alain Elkann: vi spiego i segreti delle mie “Domeniche con”

Esce negli Usa un volume con un’ampia scelta delle interviste pubblicate sulla Stampa: “Sono come fotografie: catturi un momento nella vita di qualcuno”

l libro che raccoglie le interviste di Alain Elkann (foto) sarà presentato oggi a Los Angeles (Book Soup, ore 19), il 20 settembre a New York (Istituto Italiano di Cultura, ore 18). Seguiranno gli eventi di Parigi (3 ottobre), Londra (11 ottobre) e Milano (7 novembre)


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 21/09/2017 alle ore 02:30

Come descriverebbe le sue interviste?  

«Il mio scopo è lasciare che la gente sia libera di dire quello che sente e desidera. Lascio parlare gli intervistati perché il lettore vuole sapere di loro e non dell’intervistatore. Non si deve mai dimenticare che non si sta facendo l’intervista per sé stessi, ma per i lettori. Non si dovrebbero mai dare le cose per scontate, e a volte è importante fare domande scontate». 

 

Prepara in anticipo tutte le domande?  

«Non penso che funzioni sempre avere in anticipo tutte le domande: un’intervista, in ultima analisi, è come un dialogo. A volte prende una piega diversa e sarebbe un errore insistere in una direzione». 

 

Come si sviluppa un’intervista?  

«Ha lo stesso ritmo di un racconto breve, e deve avere un inizio e una fine. Non puoi dire tutto in un’intervista. È come una fotografia, catturi un momento della vita di qualcuno». 

 

Cosa vuole sapere della persona che intervista?  

«Mi piace il “mestiere”. Se intervisto un architetto voglio sapere qual è la sua idea di architettura. Se è uno stilista voglio sapere cosa pensa della moda e qual è il suo stile personale. Suggerisco all’intervistato di spiegare in modo semplice concetti che possono sembrare complicati. Cerco di rendere le mie interviste il più possibile semplici e leggibili». 

 

Come decide chi intervisterà?  

«Non c’è una regola. Cerco sempre di essere eclettico nelle mie scelte. Ho intervistato stelle immortali come Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Brigitte Bardot e Catherine Deneuve, solo per citarne alcuni; premi Nobel per la Letteratura come il poeta russo Josif Brodskij o lo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa; stilisti come Vivienne Westwood, Giorgio Armani, Miuccia Prada, Gianni Versace o Zac Posen; mercanti d’arte come Anthony d’Offay e Marco Voena, o un gruppo di artisti contemporanei come Mark Grotjahn, Sterling Ruby, Urs Fischer e Dan Colen». 

 

Come si prepara per le interviste?  

«In primo luogo, bisogna studiare l’argomento e conoscere la persona che si sta per intervistare. Spesso aiuta conoscere un piccolo dettaglio non così ovvio che sorprende la persona intervistata e la spinge ad aprirsi». 

 

Ha dei rimpianti?  

«Sì, mi sarebbe piaciuto intervistare Pablo Picasso, Charlie Chaplin, James Joyce, Ernest Hemingway, Winston Churchill, Virginia Woolf, la principessa Diana, Elvis Presley, Madre Teresa, Albert Einstein o il Dr. Schweitzer...». 

 

C’è un’intervista a cui tiene particolarmente?  

«Sì, quella con Robert Silvers, che recentemente è scomparso. Era il più grande editore del mondo e questo è terribilmente importante perché non credo che esista un buon autore senza un editore». 

 

Come ha imparato l’arte dell’intervista?  

«Ho preso a modello le interviste del Paris Review, “Writers at Work”. I miei esempi nell’arte di essere chiari e precisi sono scrittori come Ernest Hemingway, Truman Capote, Alberto Moravia e Raymond Carver». 

 

Quali tipi di persone le piace intervistare?  

«Non sempre occorre intervistare una persona molto nota. Così i lettori hanno modo di conoscere qualcuno altrettanto interessante, anche se più lontano dalle luci della ribalta. Non ho mai scelto quello che era popolare, solo quello che pensavo fosse interessante». 

 

Qual è la caratteristica che connota le sue interviste?  

«Non ho un punto di vista specialistico. Riporto esattamente quello che dicono le persone. La mia tecnica è scrivere tutte le interviste per esteso. Probabilmente sono pedante, perché a volte chiedo all’intervistato di ripetere quello che ha detto, ma così non ci sono dubbi sulla risposta». 

 

[Traduzione di Carla Reschia]  

© Assouline  

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno