Nuovo finanziamento per Genenta, la startup che vuole curare i tumori

La società chiude un round da sette milioni di euro

Il presidente e amministratore delegato di Genenta, Pierluigi Paracchi


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 12/09/2017 alle ore 16:25

Genenta Science, la startup fondata dall’ospedale San Raffaele di Milano e dedicata alla cura di tumori e malattie genetiche rare, chiude un secondo finanziamento da 7 milioni di euro, portando la raccolta, insieme al primo round del 2015, a 17 milioni di euro. 

 

La piattaforma è stata fondata due anni fa e punta all’uso di una nuova tecnica di cura: tramite l’inserimento di un gene terapeutico nelle cellule staminali del midollo osseo si tenta di indurre le cellule che ne derivano a produrre interferone, una molecola con proprietà anti-tumorali. 

 

Con la prima tranche di finanziamento la piattaforma ha effettuato la ricerca sul tumore del sangue chiamato mieloma multiplo, che arriverà alla fase di sperimentazione clinica nei primi mesi del 2018. 

 

Grazie al nuovo finanziamento verrà invece aperto un programma su una seconda indicazione tumorale: «Potrebbe essere un tumore solido, come il cancro al seno triple-negative, il tumore al pancreas, il glioblastoma (tumore al cervello) o un tumore con metastasi allo stadio avanzato» spiega a La Stampa Pierluigi Paracchi, amministratore delegato e presidente della piattaforma.  

 

«La terapia genica che abbiamo sviluppato è una tecnica non specifica per un tipo di tumore. La stessa strategia può infatti trovare riscontro su diverse fasi e indicazioni tumorali, è una terapia ad ampio spettro» aggiunge Paracchi.  

 

Novità anche nell’ambito dell’organizzazione: Guido Guidi, già responsabile di Pharma Eu per Novartis, entra nel consiglio di amministrazione. Diventa invece membro del Scientific Advisory Board anche Kenneth C. Anderson, presidente della American Society of Hematology, professore di medicina ad Harvard e membro del Dana Faber Cancer Center. 

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