La prima “panchina gigante” in Monferrato

Rientra nel Big Bench Community Project nato nel 2010 dal designer americano Chris Bangle che, dopo aver disegnato automobili per Opel, Fiat e, soprattutto, Bmw, ha deciso di stabilirsi nelle Langhe e lì, a Clavesana, ha installato la sua prima originalissima seduta

I lavori di allestimento della prima panchina gigante del Monferrato (sarà scoperta il 24 settembre)


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 13/09/2017 alle ore 16:33
ROSIGNANO (alessandria)

Che Giuseppe Ravizza fosse un figlio, schietto e orgoglioso, della terra glielo vedevi in faccia, con la pelle cotta dal sole su cui era incisa la geografia delle sue colline monferrine. Che fosse convinto e appassionato del suo lavoro di vignaiolo, «inventore» e innovatore di vini di qualità e pregio, lo coglievi quando parlava, con voce profonda, delle viti piantate sulla estensione ondulata di Rosignano e dintorni. Che fosse un uomo, e amministratore pubblico, leale e determinato, generoso e autorevole nel dire e nel fare, lo si avvertita nella stretta di mano nodosa e vigorosa. A lui il Comune di Rosignano ha deciso di intitolare un «balcone» naturale che consente allo sguardo di raccogliere un ampio cerchio di panorama suggestivo e conciliante.

 

 

Dal 24 settembre, giorno della cerimonia inaugurale (alle 15, con il concerto della corale polifonica Casale Coro), si chiamerà Largo Giuseppe Ravizza. E lì accanto, per consentire al viaggiatore una tappa, sarà installata - per iniziativa della Tenuta Vicara di cui Ravizza fu cofondatore, insieme al Comune e all’Associazione Madonna delle Grazie - la prima «panchina gigante» (Big Bench) del Monferrato (sarà scoperta alle ore 16): un posto dove sedersi, anche in tanti, a imparare storie di donne e di uomini, oltre che a pensare e a raccontare la propria. 

 

La storia dei Ravizza parte da Cella Monte, finché, un secolo fa, a Domenico e alla moglie Clelia piacque stabilirsi a Rosignano. E misero radici solide, quelle delle vigne che piantarono e quelle dei figli che generarono: Maria, Bruna, Giuseppe e Rosanna. E’ stato Giuseppe, nato nel 1929, a dare seguito all’attività vitivinicola che, da precursore, volle caratterizzare con la massima qualità. Fu sindaco di Rosignano dal 1970 al 1980 e consigliere provinciale dal 1980 al 1990; deciso a trasmettere l’orgoglio di appartenere alla terra collinare, fu attivo come consigliere provinciale della Confederazione coltivatori diretti, socio fondatore di Asprovit (oggi Vignaioli piemontesi), consigliere dell’Esap (Ente per lo sviluppo agricolo piemontese) e presidente dell’Ente morale Lorenzo Luparia. Un ramo della famiglia continua la produzione di vini pluripremiati in diversi concorsi enologici. Ma il suo esempio ha lasciato il segno anche al di fuori della cerchia famigliare. Nel mondo vitivinicolo il ricordo di Giuseppe Ravizza, anche a diciannove anni dalla morte, è un esempio riconosciuto ed emulato.  

 

La «panchina gigante» che verrà collocata nel Largo panoramico a lui intitolato è il simbolo e lo strumento per stimolare il bisogno di riflessione, di scambio di idee, di discussione e di condivisione di cui il vignaiolo-sindaco fu convinto interprete. La panchina è gigante per starci in tanti. Rientra nel «Big Bench Community Project» nato nel 2010 per iniziativa del designer americano Chris Bangle che, dopo aver disegnato automobili per Opel, Fiat e, soprattutto, Bmw, ha deciso di stabilirsi nelle Langhe e lì, a Clavesana, ha installato la prima panchina di grandi dimensioni su cui, sedendosi, si può guardare il mondo intorno come se si fosse bambini.  

 

Ne sono seguite altre, prima nelle Langhe cuneesi, poi nell’Astigiano e ora il progetto, che si propone di incrementare in modo innovativo la valorizzazione dei territori e delle comunità locali, si allarga. In provincia di Alessandria ce n’è una nel Novese. Nel Monferrato casalese quella di Largo Ravizza è la prima. La seduta e lo schienale saranno dipinte di rosso Grignolino su una struttura che, invece, evoca il colore della pietra da cantone, tipica di questa terra. Si potrà conoscere la storia dei Ravizza, «benedetta» dalla Madonna delle Grazie cui è intitolata la chiesetta attigua alla casa di famiglia, e si potrà anche raccontare e lasciare traccia della propria storia. In fondo, l’umanità è questo: una storia inanellata nell’altra. E, si dice da queste parti, «‘na storia bela fa piasì cuntéla», una bella storia fa piacere narrarla. E ascoltarla. 

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