Gli ex consiglieri regionali valdostani incassano 23 milioni con i vitalizi. Ma i loro nomi sono segreti

«Il Garante della privacy vieta di divulgarli» dice il presidente dell’Assemblea, Andrea Rosset, rispondendo a Roberto Cognetta.

L’aula del Consiglio regionale


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 14/09/2017 alle ore 12:23
aosta

Grazie all’incasso dei vitalizi, 57 ex consiglieri regionali hanno ottenuto all’inizio di quest’anno oltre 23 milioni di euro. Il più ricco porta a casa oltre 1,3 milioni di euro e oltre la metà dell’elenco otterrà cifre superiori ai 300 mila euro. Ma i loro nomi non si possono divulgare: «Lo dice il Garante della privacy» scrive in una lettera il presidente del Consiglio Andrea Rosset al consigliere M5S Roberto Cognetta che su questa vicenda voleva iscrivere una interpellanza.  

 

«La mia iniziativa - spiega Cognetta - riguardava la dipartita di 23.110.619 euro di soldi pubblici verso le tasche di ex consiglieri regionali. Il tutto è stato possibile grazie alla norma approvata dal Consiglio nell’ultima finanziaria del dicembre 2016 con il sì di 26 consiglieri di Uv, Pd, Stella Alpina (ora Sa+Epav), Pnv, Uvp, e il voto contrario di M5S, Alpe e Mouv». 

 

Quella norma, cioè, che concedeva ai titolari dell’assegno vitalizio la facoltà di chiedere, entro il 31 marzo 2017, la liquidazione - in un’unica soluzione - della propria posizione in forma di capitale, sopportando però un abbattimento dell’11 per cento. Come mai in ben 57 ex consiglieri hanno accettato il taglio pur di ritirare subito le somme? «Immagino perché anche a livello nazionale si sta discutendo una stretta sui vitalizi, quindi meglio non rischiare» risponde Cognetta che se la prende con Rosset: «Secondo la sua interpretazione, nell’interpellanza che volevo presentare non avrei potuto inserire i nomi».  

 

In particolare, nella lettera spedita al consigliere del Movimento 5 Stelle, il presidente del Consiglio spiega che «l’impossibilità di procedere alla pubblicazione, divulgazione e comunicazione di dati personali riguardanti ex consiglieri regionali destinatari di vitalizi discende dalle linee guida del Garante della protezione dei dati personali» che il 23 maggio 2015 «ha confermato che il dare conoscenza dei dati personali a soggetti indeterminati, da parte dei soggetti pubblici, è ammessa unicamente quando la stessa è prevista da una specifica norma di legge o di regolamento». Cognetta ironizza: «Non posso che ringraziare Rosset per la battaglia che sta facendo per rendere trasparente la destinazione dei soldi dei cittadini».  

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