All’ex Macello stop all’occupazione, ma niente sgombero forzato: abusivi spostati nel dormitorio


Pubblicato il 13/09/2017
biella

Stop all’occupazione, illegale, dell’ex Macello comunale di via Ivrea, salito alla ribalta delle cronache prima per l’arresto di un cittadino pakistano che all’interno della struttura abbandonata deteneva sostanze stupefacenti, e dopo per gli affondi del centrodestra con Fratelli d’Italia e Lega Nord a chiedere lo «sgombero dell’area» dove risultavano domiciliate una quarantina di persone. Ieri il sindaco Marco Cavicchioli, intervenuto al tavolo della Prefettura per una riunione con le forze dell’ordine, ha annunciato con una nota «che è stata individuata una soluzione, nel rispetto dei ruoli e delle persone coinvolte». All’ex Macello non ci saranno azioni eclatanti. Nessuno sgombero, con l’intervento delle forze dell’ordine. Proprio come aveva auspicato il primo cittadino la scorsa settimana, si starebbero valutando soluzioni alternative per le persone che vivono nello stabile, quali il dormitorio pubblico o altre strutture, con il coinvolgimento di Caritas e associazioni che operano sul territorio. Durante un sopralluogo svolto nelle ultime ore dalle forze dell’ordine, all’interno dell’ex Macello sarebbero state identificate 13 persone, di cui cinque con i requisiti per essere accolte nel sistema dei Cas (Centri di accoglienza straordinaria). È possibile però che altri extracomunitari, che avevano trovato domicilio all’interno della palazzina di proprietà della Regione, abbiamo deciso di abbandonarla per evitare i controlli. «L’amministrazione ha sempre avuto fiducia nell’operato della Questura - spiega Cavicchioli -. E torniamo a manifestargliela oggi, perché nessuno dubiti del buon lavoro delle forze dell’ordine nella nostra città. Il comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica era il luogo preposto per verificare la situazione». 

 

VENDITA IMMEDIATA  

Mentre a Biella si valutava la soluzione da intraprendere, l’argomento è stato affrontato anche in Regione Piemonte. «Ieri ho affrontato il tema con il vice presidente Aldo Reschigna - spiega il consigliere Vittorio Barazzotto -, e ho chiesto di accelerare i tempi per la pubblicazione del bando che deve portare alla vendita della palazzina. Lo stabile va blindato, per evitare nuove occupazioni. Non spetta a me, nel ruolo di consigliere, assumere decisioni. Ma come suggerimento invito l’assessorato e gli uffici comunali a un confronto, per chiudere e sigillare l’immobile di via Ivrea». 

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