Sicurezza e lavoro, Biella fa scuola

L’esperienza nel settore metalmeccanico presa a modello di prevenzione in Italia


Pubblicato il 13/09/2017
biella

Con l’aumento dei lavoratori autonomi nell’edilizia il Servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro dell’Asl ha ripensato la sua attività di vigilanza e prevenzione nei cantieri. Intanto lo Spresal di Biella è l’unica realtà del Piemonte a partecipare, portando la propria esperienza nel settore metalmeccanico, allo studio finanziato dall’Inail in cui sono coinvolte 13 aziende sanitarie italiane. 

 

PERCENTUALI  

Il numero di autonomi nel settore edile è aumentato nell’ultimo decennio raggiungendo la percentuale del 65%. Per adattarsi al cambiamento, che ha portato problemi nella tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, lo Spresal ha aperto un dialogo con le associazioni di categoria dei datori di lavoro, dei lavoratori e degli ordini professionali. Durante le ispezioni nei cantieri sempre più spesso si trovano più lavoratori autonomi coinvolti nella realizzazione della stessa opera e, secondo la normativa, gli operatori dello Spresal devono verificare se il lavoro viene svolto in modo realmente autonomo. L’attività di vigilanza nei cantieri edili è un obiettivo del Piano nazionale di prevenzione in cui si determinano modalità e numero di cantieri da ispezionare. Nel 2016 a Biella sono stati controllati 87 cantieri: su un totale di 52 verbali di prescrizione sono stati sanzionati 4 lavoratori autonomi. 

 

MODELLO  

Lo Spresal biellese è l’unico piemontese coinvolto nello studio che terminerà il 31 marzo 2019. Sarà d’esempio per il settore metalmeccanico. La ricerca si propone di approfondire i fattori di rischio sui luoghi di lavoro e individuare soluzioni per le aziende da pubblicare nella banca dati «Soluzioni» del sistema informativo nazionale di prevenzione. Biella pone l’accento sul rischio derivante dall’uso di macchinari, in seguito alla firma della convenzione che lo scorso agosto ha definito gli ambiti di lavoro. Biella parte dall’esperienza analizzando le informazioni che emergono durante i controlli delle Asl per costruire un piano di prevenzione e l’adesione non è casuale: «L’esperienza consolidata in un territorio che da tempo opera in sinergia con le associazioni di categoria grazie al tavolo interassociativo per la prevenzione ha permesso di gettare le basi per strutturare un modello di lavoro che può divenire univoco a livello nazionale», dice Fabrizio Ferraris, responsabile scientifico del progetto. 

 

AGENDA  

Le Asl metteranno a punto un programma mirato a facilitare lo scambio di esperienze e di buone pratiche da trasferire a livello nazionale. Il 25 novembre al Degli Infermi ci sarà il primo incontro per avviare il piano mirato di prevenzione con le aziende del settore metalmeccanico che insistono nel territorio dell’Asl di Biella. 

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