Ladri di uva a Ghemme: “Sono i distillatori abusivi”

Hanno depredata nella notte la storica vigna dietro la stazione ferroviaria

L’area in cui si trova la vigna è gestita dall’associazione culturale «Carnevalspettacolo»


Pubblicato il 13/09/2017
ghemme

Non sono bastati Pinocchio e il corvo parlante a fare la guardia. I ladri sono entrati nell’area della stazione ferroviaria di Ghemme e hanno completamente ripulito dai grappoli la storica vite di uva bianca piantata nel 1946. 

L’area dell’ex deposito delle Ferrovie è gestita dall’associazione «Carnevalspettacolo», presieduta da Carlo Olivero. L’associazione sta riqualificando tutta la superficie e la struttura per farne un centro culturale e di incontro, e ha ripreso anche a curare la vite: «È una vite molto antica - dice Olivero - che dà grappoli di uva bianca, il Greco. Speravamo di offrire l’uva a chi ci veniva a fare visita, invece abbiamo trovato la sorpresa: qualcuno si è introdotto notte tempo e ha vendemmiato portandosi via 50 chili di frutta. Sono molto amareggiato, sicuramente non per il valore venale, che è modesto, ma per il gesto, che è un segno di grave maleducazione e va a colpire un’associazione che sta cercando di ridare vita a quest’area, tanto che abbiamo intenzione anche di costruire un palco per concerti e cabaret». 

Davanti al vigneto, come un po’ in tutta l’area verde, l’associazione ha posato dei mascheroni. Davanti alla vigna ci sono Pinocchio e il corvo parlante, ma non hanno avuto l’effetto spaventaladri.  

 

I sospetti dei viticoltori  

Il fenomeno dei ladri di grappoli è comunque in aumento: «Quest’anno - dice la presidente del Consorzio Tutela dei Nebbioli dell’Alto Piemonte, Lorella Zoppis - abbiamo registrato un incremento dei furti, purtroppo senza riuscire a individuare i responsabili. Oltre ai ladri, le viti sono anche esposte al rischio di spoliazione da parte di cinghiali e caprioli, ed anche questo è un fenomeno che sta crescendo in modo esponenziale, perché nel nostro territorio i vigneti sono vicini ai boschi». 

Paolo Rovellotti, imprenditore storico del settore vitivinicolo, aggiunge che «nel nostro caso abbiamo avuto un furto rilevante tempo fa; non è facile sorprendere i ladri, che agiscono di notte. Certo è un fenomeno di malcostume che va corretto, anche perché viene penalizzato il lavoro di un anno. Per fortuna ci consola un’ottima vendemmia e un prodotto di altissima qualità». 

C’è un sospetto che gira fra i viticoltori, che i responsabili dei furti siano persone che poi utilizzano l’uva per la distillazione e la grappa «fatta in casa». 

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