Terrorismo: condannati membri cellula jihadista ligure

Uno dei tre faceva il pizzaiolo a Finale Ligure. Assolto un suo connazionale che abitava a Borghetto

Il tribunale di Genova


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 13/09/2017 alle ore 13:10
GENOVA

Tre condanne e una assoluzione per terrorismo a Genova. Il giudice per l’udienza preliminare Roberta Bossi ha condannato a 6 anni Akher Tarek, algerino, 34 anni, accusato con altre tre persone di fare parte di una cellula jihadista operante tra la Liguria e Brescia. Si tratta del primo processo per terrorismo islamico celebrato in Liguria. Stessa pena per Hossameldin Abdelhakim, egiziano di 43 anni, mentre il fratello Antar, 36, è stato condannato a cinque anni. Assolto Hosny Mahmoud El Hawary Lekaa, egiziano di 31.  

Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Federico Manotti, l’organizzazione diffondeva materiale jihadista e instradava combattenti dal Nord Africa in territorio siriano e in Libia per conto dello Stato Islamico (Daesh). Tarek, secondo quanto accertato dai carabinieri del Ros, era in contatto con una cellula europea ed era pronto a compiere un attentato. Il maggiore dei fratelli egiziani, ex macellaio in cassa integrazione, era stato arrestato a Cassano D’Adda (Milano) e secondo l’accusa sarebbe stato il reclutatore mentre il secondo faceva il pizzaiolo a Finale Ligure. Il terzo egiziano, che viveva a Borghetto Santo Spirito (Savona) era stato arrestato il 4 novembre alla stazione Principe di Genova mentre tornava da un viaggio nel suo paese 

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