Truffa a Tenerife: imprenditore condannato anche in Appello

I giudici di secondo grado gli hanno ridotto la pena a 4 anni e 9 mesi

I carabinieri hanno indagato sulla truffa


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 13/09/2017 alle ore 18:32
savona

Condanna confermata in Appello, ma pena leggermente ridotta. Si è concluso così il processo di secondo grado a Emanuele Galassi, l’imprenditore bolognese finito nei guai nell’ambito dell’operazione «Lupin» su un giro di truffe milionarie legato alla vendita di case alle Canarie. I giudici ieri mattina lo hanno condannato a quattro anni e nove mesi (in primo grado, nel novembre 2016, la pena era stata di cinque anni e quattro mesi con il rito abbreviato) ed hanno confermato il risarcimento alle parti civili stabilito in primo grado (982 mila euro).  

Insieme a Galassi era stato arrestato anche Massimiliano Madonia, agente immobiliare della «Lupain Properties» (estranea al maxi raggiro), che per questa vicenda aveva scelto di patteggiare. Secondo i carabinieri, Madonia intercettava tra i clienti interessati a vendere immobili a Tenerife quelli più anziani, considerati più «vulnerabili», e li dirottava su Galassi, che poi inscenava una «trattativa» proponendo ai clienti affari estremamente vantaggiosi. Una volta perfezionata la «vendita», che in realtà era fittizia, i presunti agenti immobiliari inventavano un ostacolo burocratico che bloccava il buon fine. E così convincevano le vittime a pagare ingenti somme di denaro per sbloccarlo. Tra i truffati c’erano stati anche un imprenditore e un sacerdote di Loano.

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