Anche l’altro carabiniere ammette: “Errore grave, ma nessuno stupro”

Firenze, interrogato il secondo militare accusato della violenza. La linea della difesa non cambia. I due verso il congedo dall’Arma
ANSA

La discoteca Flò è quella in cui i carabinieri avrebbero abbordato le due studentesse americane la sera dei fatti


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 13/09/2017 alle ore 08:42
inviata a firenze

Ammette il rapporto ma nega la violenza. «La ragazza era d’accordo, sia lei che l’amica hanno insistito molto per farci salire a casa. E comunque non mi pareva ubriaca». L’interrogatorio del carabiniere scelto Pietro Costa, 32 anni, ieri pomeriggio di fronte al procuratore aggiunto Rodrigo Merlo e la pm Ornella Galeotti, ricalca in gran parte quella del suo capo pattuglia Marco Camuffo. Per quasi tre ore, con una pausa di una ventina di minuti, il militare che sognava di entrare nell’unità cinofili racconta la sua versione della follia commessa la notte tra giovedì e venerdì scorso. E, assistito dall’avvocato Andrea Gallori, riconosce solo parzialmente le proprie responsabilità.  

 

LEGGI ANCHE - Firenze, indaga anche la Procura militare. Il test alcolico smentisce la tesi dei carabinieri  

 

Ha respinto infatti con forza, come l’appuntato, l’accusa più grave e infamante. Quella dello stupro, appunto. Anche lui ribadisce di essere consapevole di aver commesso «un errore inqualificabile durante l’orario di servizio e in divisa», ma nega con forza di aver abusato della studentessa italo-americana di 19 anni, del New Jersey. Nella sua versione, l’approccio con le due ragazze dopo l’intervento in discoteca per la rissa, il passaggio sulla gazzella, e poi l’intimità rubata in ascensore e sul pianerottolo, sembrano le scene di una notte di pazzia ma di scelte condivise. Nulla di più distante dal terribile scenario di abusi raccontato dalle vittime e confermato dalle prime analisi. 

 

LEGGI ANCHE - Un carabiniere filmato prima degli stupri  

 

Ma come può il carabiniere sostenere di non essersi accorto che la ragazza fosse ubriaca? I primi esiti del test alcolemico dimostrano che lo era, eccome. Ed è anche risultata positiva all’esame sul consumo di cannabis. Non solo, il suo stordimento era tale che ha potuto raccontare solo in parte le violenze subite, perché il ricordo era offuscato, oltre che dal terrore, dal fumo e dall’alcol. E ancora: quando i due carabinieri hanno abbandonato l’elegante palazzo dove viveva insieme alla ventunenne abusata ed altre connazionali, la diciannovenne è addirittura svenuta. C’è la testimonianza delle coinquiline, all’interno dell’appartamento. In condizioni tali, come ricorda anche il legale della giovane, l’avvocato Gabriele Zanobini, «non c’è consenso che tenga. Anzi c’è l’aggravante della minore difesa». 

 

 

LEGGI ANCHE Tra i colleghi dei due militari. “Puniteli in modo esemplare”  

 

 

L’Arma dei carabinieri ha già sospeso dal servizio i due uomini, per i quali peraltro si profila sempre più anche l’ipotesi del congedo, della radiazione. Punizione che, inoltre, è prevista anche dalla Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, che sta svolgendo un’inchiesta parallela alla giustizia ordinaria. La prossima settimana i due carabinieri verranno interrogati nella Capitale e con loro anche gli equipaggi delle altre due gazzelle. Camuffo e Costa, indagati per violata consegna e peculato militare, dovranno rispondere anche ai giudici con le stellette del loro operato. Arrivati alla discoteca Flò alle 2,15, si sono allontanati con le ragazze intorno alle 2,40, invadendo un’area non di loro competenza perché controllata quella sera dalla polizia, e alle 3,13 hanno abbandonato il palazzo delle americane. Ma fino alle 4 del mattino hanno continuato il silenzio con la sala radio e solo a quel punto hanno comunicato di posizionarsi per un posto di blocco. Di cui, tuttavia, non resta traccia. Cosa hanno fatto in quel buco di un’ora? Chi hanno visto? La Procura militare sta indagando anche su questo e su tutto quanto commesso dalla coppia fino a conclusione del turno, alle 6,45 di giovedì mattina.  

 

LEGGI ANCHE Firenze, uno dei carabinieri: “Sono stato con una delle ragazze”  

 

 

E mentre la ventunenne ha già abbandonato Firenze per tornare negli Stati Uniti, l’italo-americana ieri sera è stata finalmente raggiunta dalla madre che aveva avuto difficoltà a mettersi in viaggio prima a causa dell’uragano Irma. 

 

 

Scopri La Stampa TuttoDigitale e abbonati

home

home