Chikungunya, stop alla donazione di sangue per un milione 300mila romani

Verso l’emergenza, avviata una raccolta straordinaria per supplire


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 14/09/2017 alle ore 07:22

A Roma si va verso l’emergenza sangue (anzi una «maxi emergenza» come avverte il Centro Nazionale Sangue), dopo lo stop alla donazione per un milione 300mila romani, tutti gli abitanti della Asl Roma 2, per i casi di Chikungunya sul territorio.  

Aumentano infatti ancora i casi di Chikungunya nel Lazio e a Roma, mentre la sindaca Virginia Raggi ordina la disinfestazione dalla zanzara tigre delle zone dove si sono verificati. L’Istituto superiore di sanità ha deciso la sospensione delle donazioni a Roma Sud ed Est. «Sono 17 i casi accertati dal Servizio Regionale di Sorveglianza Malattie Infettive (Seresmi), 6 a Roma - fa sapere la Regione Lazio -. Di questi 17, dieci casi sono residenti o riportano un soggiorno nel Comune di Anzio, e sette casi non risultano aver viaggiato in Italia o all’estero nei 15 giorni precedenti l’esordio dei sintomi». 

 

La malattia virale, portata dalle zanzare tigre infette, si è manifestata soprattutto nella cittadina sul litorale a sud di Roma. Ma anche nella Città Eterna i casi salgono di numero. Con forti dolori articolari, febbre alta e in un secondo tempo pustole, non é mortale, ma può diventare pericolosa in soggetti deboli, come bambini o anziani. 

 

 

«Siamo molto preoccupati per la situazione Chikungunya, il Comune di Roma proceda subito alle disinfestazioni - dice il ministro Lorenzin -. È passato troppo tempo dalla prima richiesta di intervento da parte della Asl, che risale al 7 settembre». In serata è arrivata la decisione del Centro nazionale sangue dell’Istituto superiore di sanità: sospese le donazioni di sangue nel territorio della Asl Roma 2 (la metà sud ed est della città, 1 milione di abitanti), come già deciso ad Anzio. Nel resto del Lazio, al sangue raccolto sarà applicata una quarantena di 5 giorni, se il donatore ha soggiornato nei due Comuni colpiti. 

 

Nel pomeriggio, il Campidoglio fa sapere che la sindaca ha firmato l’ordinanza «per contrastare l’emergenza sanitaria dovuta ai casi sospetti e accertati di Chikungunya trasmessi dalla zanzara tigre, non solo su suolo pubblico, ma anche su quello privato». «Non c’é stato alcun ritardo», dice Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente del Comune, «procediamo a effettuare tutti gli interventi necessari, sia larvicidi che adulticidi (su larve e esemplari adulti di zanzare, ndr), in tutte le aree urbane nelle quali si sono verificati i casi notificati dalle Asl. I prodotti utilizzati sono a bassissima tossicità, non irritanti e a bassa persistenza ambientale». 

 

La Regione aveva prima sottolineato che la Asl Roma 2 anche oggi aveva sollecitato la disinfestazione al Comune, e che «è stata attivata un’azione quotidiana di monitoraggio, con la richiesta di supporto all’Istituto Superiore di Sanità, per verificare le azioni messe in campo dai Comuni e i risultati».  

 

Il Centro Nazionale Sangue, intanto, ha emesso una circolare nella quale sottolinea «la assoluta necessità di intensificare, in stretta collaborazione con le associazioni e federazioni dei donatori volontari di sangue, la raccolta negli altri comuni/aree della Regione Lazio», anche «mediante la pianificazione del maggior numero possibile di sedute straordinarie di raccolta». Nel dettaglio, sottolinea il Cns, il temporaneo fabbisogno delle aree affette «risulterà di dimensioni molto rilevanti (circa 250 unità di globuli rossi al giorno)». Per questo si chiede anche di attivare «la compensazione interregionale», configurandosi «le ricadute dell’evento epidemico in oggetto sul sistema sangue laziale alla stregua di una maxi emergenza». 

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