Roma, tensioni tra militanti di sinistra e Casapound: un ferito

Salta il consiglio straordinario del IV municipio sul centro di accoglienza a Tiburtino III
ANSA


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 14/09/2017 alle ore 05:43
roma

Una nuvola di spray urticante avvolge le spranghe e i bastoni che si agitano nel cortile del centro anziani di via del Badile, nella periferia est di Roma, teatro dello scontro tra militanti di Casapound e i centri sociali. Al centro delle violenze, il consiglio municipale straordinario organizzato per discutere la chiusura del vicino presidio di accoglienza ai migranti, chiesta da alcuni residenti e supportata dai militanti di estrema destra. 

 

L’aria è tesa ancora prima che inizi l’incontro. «Uno, due, tre», scandiscono gli antagonisti ad ogni tentativo di forzare il cordone delle forze dell’ordine, disposto all’entrata del centro. L’entrata sul retro, però, è incustodita. I militanti dei centri sociali riescono così ad entrare in contatto con Casapound. Una panchina di plastica viene scaraventata da una parte all’altra. Poi alcuni bidoni dell’immondizia. Quando le forze dell’ordine intervengono, si contano un paio di persone intossicate dallo spray al peperoncino, alcuni feriti lievi e uno più grave, che sarebbe stato colpito alla testa da una cinghia. A loro si aggiunge il malore di un uomo di 55 anni, trasportato all’ospedale Pertini in codice giallo. Dopo i disordini, il consiglio viene interrotto. 

 

«Quando siamo arrivati insieme ai residenti – ha poi riferito il responsabile politico di CasaPound per il Lazio Mauro Antonini, promotore del consiglio straordinario - abbiamo trovato ad attenderci un centinaio di manifestanti dei centri sociali, delle ong e del mondo della cooperazione che hanno tentato di impedirci l’ingresso. Sventolavano bandiere rosse e cercavano di bloccarci. C’è stato un lancio di oggetti ma siamo riusciti a entrare. Da fuori continuavano a provocare, poi è scattata l’irruzione nel centro».  

 

 

«Siamo sempre favorevoli al confronto democratico, siamo invece contrari a chi usa metodi violenti e non democratici», ha affermato Daniele Frongia, assessore allo Sport di Roma, che era presente al momento degli scontri. Interviene anche il Pd romano critico nei confronti del M5S e di Casapound: «Le responsabilità del presidente municipale e della maggioranza sono sotto gli occhi di tutti ed è inaccettabile che chi aizza tensione ed intolleranza venga addirittura scortato dalle forze dell’ordine - ha detto il consigliere comunale Pd Marco Palumbo -. Esiste un problema gigantesco con l’estrema destra romana, spero che il ministro Minniti se ne sia reso conto». 

 

 

La tensione, nel popoloso quartiere Tiburtino III, è alta già da diverse settimane. Ad agosto i residenti del quartiere avevano fatto irruzione nel presidio della Croce Rossa e un immigrato, accusato di aver lanciato dei sassi contro dei bambini, era rimasto ferito. Il Campidoglio, però, ha preso da tempo posizione in difesa del presidio assicurando che non verrà chiuso e che, anzi, deve essere garantito e tutelato. 

 

 

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