Il Napoli con Milik all’esame Shakhtar. “Mai stato meglio”

LAPRESSE

Bomber
Arkadiusz Milik, 23 anni,
nella scorsa
stagione
ha segnato
tre gol
in quattro
partite di Champions, prima del ko
al ginocchio

Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 21/09/2017 alle ore 02:30
kharkiv

Ci vuole un fisico bestiale, eh sì: perché questa è la Champions League, ladies and gentlemen, e val la pena di irrompere immediatamente di potenza, semmai anche di prepotenza, per non ritrovarsi attardati e rischiare di finire affogati dall’ansia. Ci vuole il fisico di Arkadiusz Milik che esce dalla panchina e si prende il Napoli: a sorpresa, ma mica poi tanto, perché un anno fa, proprio in Ucraina, il vento dell’Est soffiò talmente forte da spazzare via la Dinamo Kiev. Doppietta di Milik, l’erede del Pipita, almeno fino a quando non ci rimise un ginocchio e circa sei mesi complessivi per ritrovare se stesso: «Ma sto bene da tempo e l’ho fatto vedere anche con la Nazionale. Anzi, se volete, sto persino meglio di prima che mi capitasse l’incidente, pure mentalmente». Ha lavorato, ha aspettato (perché intanto è esploso Mertens, da centravanti vero, ed è diventata un’altra storia), ma stasera nel debutto del Napoli in casa dello Shakhtar (in casa si fa per dire: si gioca a Kharkiv, oltre 300 km più a Nord di Donetsk) tocca di nuovo a Milik, con Mertens che emigra a sinistra e Insigne che va a rifiatare in panchina, perché ne ha bisogno un po’ dopo aver tirato il carro per settimane. 

 

Il turnover di Sarri  

È la pura legge del turnover a cui ricorre Maurizio Sarri, lasciando intuire qualcosa ma non tutto: «Può darsi che accada oggi o magari domenica». Può darsi che si fermi per una serata anche Jorginho, lasciando la regia a Diawara, ma non Hamsik: «Per me è insostituibile e dunque gioca. Ci può stare che avverta un periodo di flessione. Io l’ho fatto uscire sempre, in queste prime cinque partite ufficiali, per farlo riposare: i fuoriclasse, nei periodi difficili, vanno sostenuti. Marek giocherà e mi darà il 101%». Il resto deve farlo il Napoli a trazione anteriore in un girone difficile ma non impossibile, nel quale Sarri si presenta a modo suo: «È dura ma vogliamo passare il turno e proveremo a farlo come sappiamo. Perché con Atalanta e Bologna, è vero, abbiamo giocato bene a metà. A me piace che invece succeda per tutti i novanta minuti».  

 

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