Con iPhone X inizia un nuovo capitolo della storia Apple

Il nuovo smartphone di Cupertino inaugura una pagina nuova dell’azienda, ma non potrebbe esistere senza l’esperienza di tutti i modelli che l’hanno preceduto. E nei mercati chiave il prezzo non sarà un problema
AFP


Pubblicato il 13/09/2017
Ultima modifica il 21/09/2017 alle ore 20:44

Dopo un anno di indiscrezioni, iniziate praticamente il giorno dopo il lancio dell’iPhone 7, sappiamo finalmente tutto della nuova offerta iPhone. I prodotti sono tre: iPhone 8, iPhone 8 Plus e iPhone X, pronunciato “ten”.  

 

Prima di arrivare al dispositivo più atteso dell’anno, però, Tim Cook ha parlato di un prodotto ancora più grande, che vedevamo per la prima volta: Apple Park, il nuovo campus di Apple a Cupertino. L’omaggio a Steve Jobs durante l’evento di ieri è stato breve, intenso e veniva dal cuore. Si è avuta anche l’impressione che Tim Cook stesse aprendo un nuovo capitolo: la Apple di oggi e di domani rimane fedele alla Apple che voleva Steve Jobs, certo, ma è ormai un’azienda capace di reggersi sulle proprie gambe. 

 

iPhone X  

Se ripercorriamo gli ultimi dieci anni nel settore tecnologico, appare chiaro che l’iPhone X poggia sulle spalle degli iPhone che lo hanno preceduto. L’interfaccia tattile, l’uso del vetro e del metallo, la tecnologia delle fotocamere, il Retina Display, Touch ID: tutto porta all’iPhone X.  

 

Soprattutto: iPhone X non esisterebbe senza i passaggi che Apple ha seguito nello sviluppo di nuovi chipset, un processo di integrazione verticale capace di distinguere davvero i suoi prodotti dalla concorrenza. Questa attenzione ai chip sarà fondamentale in futuro per l’evoluzione del Machine Learning e dell’Intelligenza Artificiale, due tecnologie che sono state citate più volte durante la presentazione di ieri.  

 

 

Il nuovo Super Retina Display è bellissimo e piace subito, fin dal primo utilizzo, mentre nel caso del Face ID, che permette di sbloccare il telefono tramite il riconoscimento del volto, i benefici reali si vedranno con l’uso prolungato. In puro stile Apple, non si tratta di una funzionalità fine a sé stessa, ma di una caratteristiche che si offre a più applicazioni. E così Face ID può sì sbloccare il telefono, ma può anche fermare una sveglia se “vede” che stiamo osservando lo schermo. Il riconoscimento del volto rende possibili le nuove “Animoji”, che portano la messaggistica ad un livello ancora più alto di interazione. Sono tutte esperienze con cui Apple crea una connessione ancora più stretta tra me, l’utente, e l’iPhone, sui cui tutto avviene come per magia grazie al Machine Learning e all’Intelligenza Artificiale. 

 

Il mercato ha espresso preoccupazione sulla data di lancio del 3 novembre, un notevole ritardo rispetto alla data di lancio di iPhone 8 e 8 Plus. Tuttavia nei paesi chiave in cui le vendite di iPhone X conteranno di più, Apple ha una presenza commerciale forte, che le permetterà di essere pronta per il periodo natalizio. A differenza dei suoi concorrenti, Apple non deve fare i conti con l’allocazione di spazio presso rivenditori chiave durante il periodo autunnale. L’online e le Apple Town Square (il nome con cui ora l’azienda chiama i suoi Store) sono responsabili per la maggior parte delle vendite, e sarà così anche nel caso dell’iPhone X. 

 

Non mi preoccupa neppure la possibilità che gli utenti preferiscano comprare un iPhone 8 anziché attendere il modello X: entrambe le opzioni vanno a favore di Apple. Quanto al prezzo di iPhone X, il problema non si pone in tutti quei mercati dove sono disponibili piani di rateizzazione, perché i clienti vedranno solo un piccolo aumento nella rata mensile. 

 

 

L’offerta iPhone più forte di sempre  

Per chi fosse preoccupato del prezzo di iPhone X, la buona notizia è che l’offerta di quest’anno copre tutte le necessità, a partire dall’iPhone SE (429€) fino all’iPhone X passando per iPhone 6s e 6s Plus, 7 e 7 Plus (di 180€ e 150€ meno cari rispetto ad iPhone 8 e 8 Plus). 

 

Il prezzo non compromette l’esperienza utente: alcune funzionalità dipendono dall’hardware, è vero, ma quasi tutto quello che l’ecosistema Apple ha da offrire è disponibile sulla maggior parte dei dispositivi in vendita. Come la Realtà Aumentata, ad esempio, che su iPhone X può sfruttare la tecnologia True Depth, ma funziona bene su tutti gli iPhone con iOS 11.  

 

Qualcuno ha espresso preoccupazione per la creazione di un nuovo prodotto speciale che si distingue troppo dagli altri iPhone “normali”. Tuttavia Apple ha fatto lo stesso con gli iPad e i Mac.  

 

In particolare nel caso degli iPhone, Apple ha capito che non tutti gli utenti vogliono più tecnologia. In particolare, nel caso di alcune tecnologie, non tutti gli utenti sono pronti per accettare le novità. Una considerazione che non deve impedire all’azienda di proseguire il suo percorso di innovazione. 

 

Apple Watch Series 3, Apple TV 4K  

Ho sempre detto di non credere nell’LTE sugli smartwatch. In particolare perché non lascio mai il telefono a casa quando esco, ma anche perché l’aggiunta di LTE ha sempre richiesto compromessi per le dimensioni e la durata della batteria. Non è così con l’Apple Watch 3, che mi convince anche per il prezzo aggressivo. Per una differenza trascurabile rispetto al modello senza connessione, potrò provare a tagliare del tutto il cordone ombelicale che mi lega al mio iPhone, mentre oggi mi limito ad estenderlo con l’Apple Watch Series 2. 

 

L’arrivo degli eventi sportivi in diretta su Apple TV (alla fine di quest’anno negli USA) è un’aggiunta interessante per il segmento di pubblico che paga di più per i contenuti televisivi. Il ruolo di Apple TV come hub per Home Kit è sottovalutato, una funzionalità dall’alto valore aggiunto che offre ai clienti, sempre più connessi, un buon ritorno sull’investimento. Il fatto che gli show in alta risoluzione verranno aggiornati alla versione 4K non appena disponibili è infine una mossa intelligente, che potrebbe convincere molti utenti a comprare contenuti su iTunes prima di cercarli altrove.  

 

Siri dove sei?  

All’evento di ieri Siri non è stata citata più di tanto, tranne che nel caso di Apple Watch 3. Non significa però che Apple abbia cambiato idea sull’assistente virtuale: il suo momento di gloria è atteso più avanti quest’anno, quando HomePod arriverà sul mercato . Sono ancora convinta che in quell’occasione vedremo una Siri completamente rinnovata.  

 

* Carolina Milanesi è analista di Creative Strategies, Inc. Si occupa di hardware e servizi, ma anche software e piattaforme. È stata in precedenza responsabile della ricerca di Kantar Worldpanel e Vice Presidente Ricerca Apparecchi Consumer per Gartner. Suoi contributi appaiono regolarmente in Bloomberg, The New York Times, The Financial Times e il Wall Street Journal, ed è spesso ospite di BBC, Bloomberg TV, Fox and NBC News e altre televisioni.  

 

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