“Con i soldi della mia eredità costruite loculi al cimitero di Vigone”

Opere per 700 mila euro, l’ex panettiere 85enne: “Non ho figli, così aiuto i vivi”

Nel progetto che il pensionato ha presentato in Comune c’è anche una grotta come quella di Fatima


Pubblicato il 14/09/2017
Ultima modifica il 14/09/2017 alle ore 09:11
VIGONE (TO)

I risparmi di una vita, i proventi dalla vendita di alcuni appartamenti e i soldi di un’ eredità. Tutto servirà per costruire 160 loculi che Luigi Vignolo, 85 anni, vigonese doc, regalerà al suo Comune. «Non ho figli, non ho nipoti e desidero destinare tutto quello che ho per un’opera che non solo durerà nel tempo, ma che porterà un beneficio economico al paese dove sono nato il 14 giugno del 1932». 

 

UN REGALO PER I VIVI  

Il primo tassello di questo tesoretto arriva dalla vendita della casa in via Clemente Corte, dove è nato Vignolo e dove con il padre ha lavorato come panettiere prima, e pasticciere poi. «Qualcuno potrebbe trovare strana l’idea di regalare al Comune dei loculi, ma io l’ho fatto pensando ai vivi». E aggiunge: «Avrei potuto far costruire un asilo, un dormitorio, una mensa per i poveri. Ma queste opere hanno poi bisogno di una continua manutenzione, ci sono i costi di gestione, si deve pagare il personale. Insomma c’era il rischio che la donazione al Comune si trasformasse in una fonte di grane. E non è questa la mia intenzione». Notti insonni per Luigi Vignolo, progetti che affioravano nella mente di questo attento pensionato che non vuole fare colpi di testa e poi alla fine ecco l’idea dei loculi. E dice: «Non è un regalo per i morti ma per i vivi. Perché con i soldi che il Comune risparmierà nella costruzione dei loculi, potrà asfaltare strade, rifare i marciapiedi, abbellire i giardinetti pubblici». 

 

 

UNA DONAZIONE PERPETUA  

Aggiunge Vignolo: «Ormai i loculi non vengono più assegnati per sempre, la concessione scade e viene poi rinnovata quando la salma viene messa in una celletta, ebbene in questo modo si garantisce al Comune una rendita permanente». I primi ottanta loculi saranno pronti già a novembre per la ricorrenza dei defunti. «Visto che l’opera è a buon punto ho deciso di costruire altri 80 loculi, fare la grotta della Madonna di Fatima, dove ero andato con mia sorella, che ora non c’è più, e anche una cappella dove due volte all’anno si celebreranno le messe per ricordare tutti i defunti. Ci sarà anche un’opera dell’artista Elio Garis, ho già comprato il terreno dal Comune e nei prossimi giorni il progetto del geometra Luciano Sabena sarà presentato in Consiglio comunale». 

Di costi non ne vuole parlare perché ci sono alcuni aspetti da definire, ma la donazione supera i 700 mila euro.  

 

LA SUA STORIA  

«Ho sempre risparmiato - dice Vignolo - Quando mio padre è morto non riuscivo più da solo a mandare avanti l’azienda. Ero un panettiere abituato a lavorare di notte e cosi dal 1948 per molti anni ho fatto il portinaio del turno di notte all’ospedale Cottolengo di Pinerolo. Ho tanti ricordi belli, ho accompagnato centinaia di mamme in sala parto. Ho fatto una vacanza solo pochi anni fa sono andato a Rimini, mi sono sentito male e mi hanno riportato a casa». Poi abbassa gli occhi chiari e guarda i progetti che ha aperto sul tavolo del soggiorno e dice : «Sono solo al mondo, voglio sapere dove andranno i risparmi di tutta la mia vita».  

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