Stop al Palio delle Oche di San Maurizio Canavese: “C’è il rischio aviaria”

Direttiva del Ministero: salta l’evento clou della festa patronale

Sono circa un milione gli animali abbattuti fino ad ora in una ventina di allevamenti sparsi nel Nord Italia


Pubblicato il 14/09/2017
Ultima modifica il 14/09/2017 alle ore 08:03
san maurizio canavese (TO)

La direttiva emanata qualche giorno fa dal Ministero della Salute non lascia spazio ad equivoci: «Nelle fiere, mostre e mercati, possono essere introdotti volatili, a esclusione di oche e anatre». Il rischio è la diffusione dell’aviaria. E così, non si correrà il tradizionale «Palio delle Oche» di San Maurizio Canavese, previsto tra due domeniche e giunto alla sua 18esima edizione. «Ci dispiace davvero molto, anche perché la corsa dei pennuti era il momento clou della festa patronale – riflette Paolo Biavati, il sindaco di San Maurizio -. Ma dobbiamo rispettare le disposizione dell’Asl To 4 e quindi niente corsa nella centralissima via Matteotti». 

 

DAL NORD EUROPA  

Tra l’altro, è la prima volta che dal nord Europa arriva un virus dell’influenza aviaria così potente che, per di più, colpisce fuori stagione. Galline ovaiole, tacchini e oche da carne: sono circa un milione gli animali abbattuti fino ad ora in una ventina di allevamenti sparsi nel nord Italia. L’H5N8 non lascia scampo. In un grosso allevamento, ha ucciso il 90% dei volatili in 24 ore, altrove è andato un po’ più a rilento, ma comunque nel giro di una settimana, è stato in grado di contagiare alcune centinaia di migliaia di galline costringendo i veterinari ad una serie di abbattimenti.  

 

ZONA A RISCHIO  

«La nostra zona è una di quelle in Piemonte considerate a rischio – riflette ancora il primo cittadino -. In altri posti, come l’Alessadrino o la Valle d’Aosta, per esempio, non c’è nessun divieto. In questa fetta di Canavese si devono invece evitare concentrazioni di animali che potrebbero veicolare il virus dell’aviaria in tempi molto rapidi». Quindi, almeno per quest’anno, è stata annullata la gara che vede in competizione i nove borghi cittadini. E che ha sempre richiamato a San Maurizio molte persone proprio per assistere alla singolare corsa dei pennuti. Che prima sfilano in pompa magna sistemate su un carro trainato dai borghigiani. E poi si danno battaglia, spronate lungo il percorso da dei palafrenieri che, però, non possono assolutamente toccare l’animale lungo la cinquantina di metri del tracciato.  

 

SI CERCA UN’ALTERNATIVA  

«È una giornata di grande aggregazione, nonostante la sana rivalità tra i rioni – continua Biavati -. E tutto si conclude poi con la “cena delle oche” dove, però, non vengono mangiate». Così, in queste ore, l’assessore alle Manifestazioni Sonia Giugliano, insieme ai suoi collaboratori e ai rappresentanti del borghi, stanno cercando una soluzione alternativa alla corsa dei pennuti che scatenava l’entusiasmo delle tifoserie assiepate lungo via Matteotti.  

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