“Casi irregolari e confusione nelle adozioni internazionali”. Rivoluzionata la Commissione

Gli accordi
Introvabili gli originali degli accordi bilaterali con Burundi, Cambogia, Cina e Cile


Pubblicato il 14/09/2017
Ultima modifica il 22/09/2017 alle ore 02:30
roma

S’è scelta tutta la solennità necessaria, con il premier Paolo Gentiloni a presiedere la prima riunione collegiale dopo 3 anni di stasi, per riavviare la macchina delle adozioni internazionali. L’era della vicepresidente Silvia Della Monica, ex magistrata fiorentina, ex senatrice Pd, renziana doc, però, non si chiuderà in maniera indolore. Troppe irregolarità stanno saltando fuori nei lavori della Commissione adozioni internazionali. Addirittura sono introvabili gli originali degli accordi bilaterali sottoscritti con il Burundi, la Cambogia, la Cina e il Cile «e a cui - si legge in un comunicato - non è stato dato alcun seguito effettivo». Toccherà alle ambasciate capire se quegli accordi sono ancora validi.  

 

Le irregolarità. «Si è rilevato tra l’altro, in diversi casi, la mancata corrispondenza tra numeri di protocollo assegnati ai documenti e i documenti stessi, nonché l’assenza di numerosi allegati pur in presenza del numero di protocollo relativo». Una grandissima confusione. Che potrebbe passare per disattenzioni di Della Monica e del suo staff, se non ci fosse una micidiale inchiesta della procura di Savona che ha certificato «all’interno della Cai tentativi di manomissione di fascicoli e documenti perché altrimenti non si spiegherebbe una solerzia e urgenza tale da imporre a una dipendente di buttare la spazzatura non appena arrivata in ufficio». Accadeva il 31 luglio 2014. Il mattino dopo alle 7.45 la collaboratrice chiamava la vicepresidente per rassicurarla di aver buttato il sacchetto «nel cassonetto giù alla piazza». «Tu sei un angelo», risponde Della Monica. «Sai cosa ricostruivano da quelle carte».  

 

La riunione di palazzo Chigi ha riconosciuto che «da diversi anni non vengono effettuati controlli sugli enti come invece previsto», e perciò occorrerà avviare un energico piano di controllo su tutti gli enti autorizzati a istruire le pratiche di adozione internazionale. «A partire da quelli con plurime segnalazioni e/o altre rilevanti criticità, ritenendo pertanto assorbiti in tale decisione i provvedimenti monocratici della dottoressa Silvia Della Monica dello stesso tenore».  

 

Si mette un punto e si riparte, dunque. C’è la volontà di procedere «in tempi ragionevolmente rapidi» alla liquidazione dei rimborsi delle spese sostenute dalle coppie adottive del 2011. Il fascicolo coppia sarà interamente digitale.  

 

Molte associazioni esultano. Paola Crestani (Centro Italiano Aiuti all’Infanzia) apprezza «il segnale di trasparenza dato dalla Commissione comunicando pubblicamente anche gli aspetti negativi». «Il comunicato non lascia dubbi anche sulla necessità di fare finalmente luce su quanto di vergognoso successo nella precedente gestione», commenta Marco Griffini (Ai.Bi). «Ma mi resta la rabbia e l’indignazione- si sfoga il senatore Carlo Giovanardi, Idea, che ha condotto un’incessante battaglia contro la gestione di Della Monica - per tre anni di segnalazioni dettagliate che sono state regolarmente cestinate e intanto è stato distrutto un gioiello».  

 

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