Omicidio di Pombia: arrestato anche il mandante

Identificato dai carabinieri di Novara dopo il fermo dei due esecutori materiali. La vittima, Matteo Mendola, era stato trovato morto il 5 aprile tra i capannoni dismessi

I carabinieri intervenuti nel luogo in cui è stato trovato il cadavere, lo scorso 5 aprile


Pubblicato il 20/09/2017
Ultima modifica il 21/09/2017 alle ore 11:01
novara

Dopo l’arresto dei due esecutori materiali, i carabinieri di Novara hanno identificato e fermato il mandante dell’omicidio di Matteo Mendola, 33 anni, disoccupato di Busto Arsizio trovato cadavere la mattina del 5 aprile nei capannoni dimessi della ditta «Mir Plast», in località Baraggia di San Giorgio a Pombia. È un imprenditore edile di 52 anni, originario di Gela ma residente a Busto Arsizio, la stessa zona in cui abitavano sia la vittima sia il killer, un giovane originario della provincia di Arezzo che aveva ucciso e poi nascosto il cadavere con la complicità di un compaesano da cui poi stava cercando rifugio. Mendola era stato aggredito brutalmente: il suo cranio era stato ripetutamente colpito con il calcio di una pistola - dodici volte secondo l’autopsia - e poi fracassato con una vecchia batteria d’auto, recuperata dagli assassini tra i rifiuti di quella zona. 

 

In base a quanto ricostruito dagli investigatori, il delitto è maturato negli ambienti della malavita lombarda e del centro-sud. Probabilmente la vittima aveva commesso qualche sgarro nell’organizzazione di cui faceva parte e pertanto era stata ordinata una spedizione punitiva per eliminarlo. Il mandante si era anche assicurato un alibi: in quei giorni era in Francia per motivi di lavoro.  

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