Un progetto chiamato Tokyo 2020. Ma la nuova Italia cerca subito l’impresa

Eurovolley: oggi il via in Azerbaigian e Georgia. Per ct Mazzanti sette debuttanti

Gioiello. Paola Egonu, 18 anni, schiacciatrice di Novara, fra le tre più forti del mondo, è una delle giocatrici su cui punta Mazzanti per il progetto Italia che guarda a Tokyo 2020


Pubblicato il 22/09/2017
Ultima modifica il 30/09/2017 alle ore 02:31

C’era un deludente passato recente, con l’Olimpiade di Rio chiusa già dopo la prima fase e due ko ai quarti negli ultimi Europei. Ci sarà, con ogni probabilità, un futuro roseo con più di mezza Nazionale nata dal 1994 in poi e con almeno tre azzurrine fresche campionesse mondiali Under 18 presto pronte al gran salto. Intanto, però, c’è il presente. Per fortuna interessante, promettente, intrigante. Dopo la qualificazione al Mondiale 2018 centrata al primo colpo (non era così scontato...) e il sorprendente argento nel Grand Prix agostano, per la nuova Italia del volley femminile da oggi c’è un Europeo tutto da scoprire, con ben sette debuttanti nella manifestazione e appena cinque reduci dai Giochi di un anno fa.  

 

Stop alle scelte ondivaghe  

Fosse l’Italia vista contro Cina, Usa e Brasile poco più di un mese fa, potrebbe lottare persino per l’oro. Invece, la sua miglioratissima regista Malinov è fuori causa con un calcagno rotto e una delle tre schiacciatrici-ricevitrici più utilizzate (Sylla) è stata fermata da un caso di doping al clenbuterolo ancora molto misterioso, visto che come lei è risultata positiva la palleggiatrice della Serbia, alloggiata nello stesso hotel. Più del risultato che maturerà tra Georgia e Azerbaigian, quel che davvero conta è però che dopo anni di scelte ondivaghe e di troppi ct cambiati (quattro negli ultimi quattro Europei) adesso c’è finalmente un progetto futuribile, sta nascendo una squadra seria che potrebbe arrivare persino alle Olimpiadi 2024. Tanto per capirci: la diagonale regista-opposta oggi è la stessa che due anni fa vinse il Mondiale Under 18. Alessia Orro e Paola Egonu, già fra le tre schiacciatrici più forti del mondo, sono nate nel 1998. E le veterane del gruppo sono la capitana Cristina Chirichella, che è del 1994, e il libero Monica De Gennaro, che ha sì 30 anni ma è pure una specialista con pochissime rivali a livello internazionale. 

 

Tecnica e carattere  

Il materiale umano è buono e abbondante, insomma. E a valorizzarlo da maggio ci pensa Davide Mazzanti, 40 anni, tecnico lanciato dagli scudetti-meraviglia delle piccole Casalmaggiore e Conegliano. Idee chiare, organizzazione e responsabilizzazione: così in poche settimane è nata una squadra in grado di rubare l’occhio. Con un motto che vale anche per questo Europeo affrontato tra i contrattempi: «Vogliamo stupire e stupirci». Mazzanti ha plasmato un’Italia giovane e veloce, dove tutte sanno quel che devono fare senza però perdere la libertà di sorprendere. Come testimonia la frase-manifesto pronunciata dal ct in un time-out di una delle primissime partite: «Bello, quel che state facendo. Nell’ordine, trovate voi le scelte giuste». Quelle necessarie da oggi, si annunciano abbastanza semplici nel girone di partenza. Poi, nell’eliminazione diretta, servirà un salto di qualità. Tra tecnica, coraggio e carattere. Mettere tutto in campo così presto sarebbe quasi un miracolo. Ma questa Italia che punta a Tokyo 2020 ha tempo per crescere. E sembra già abbastanza avanti col lavoro. 

 

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