La Lazio riparte: tris a Verona

Doppietta di Immobile, poi chiude Marusic
ANSA

Ciro Immobile, autore di una doppietta al Verona


Pubblicato il 24/09/2017
Ultima modifica il 24/09/2017 alle ore 17:39

La Lazio si rimette a correre. Dimenticato il tracollo interno col Napoli e nonostante le tante assenze (da Nani e Anderson a De Vrij e Basta) i biancocelesti stravincono al Bentegodi e inguaiano un Verona che sperava di aver cambiato rotta col pari di mercoledì con la Samp. Che poi sia sempre e (quasi) solo Immobile a segnare potrebbe essere un limite in futuro ma per oggi è una solida certezza. E’ monologo Lazio già dal primo tempo. E dopo le prime avvisaglie con Marusic e Leiva, la svolta al 24’ quando per un fallo di Suprayen su Marusic in area, Irrati concede il rigore senza ricorrere al Var. Dal dischetto Immobile spiana la strada al successo laziale. La reazione dell’Hellas è poca roba, la voglia di raddoppio della Lazio è superiore. Così nessuno resta sorpreso quando al 40’ sempre Immobile, al 12esimo centro stagionale, dopo aver combinato con Marusic, smarca i difensori centrali del Verona e con il pallone incollato al piede sigla il raddoppio. Mai un avvio di stagione così a secco di gol per il Verona. E’ la pietra tombale sul match con i veronesi assolutamente impotenti: una sola rete siglata in sei partite, all’esordio con il Napoli con Pazzini dal dischetto, poi solo buona volontà. Poco per i tifosi che iniziano a fischiare. Mentre la Lazio continua a dominare.  

 

Pecchia a inizio ripresa tenta il tutto per tutto inserendo Cerci e il baby bomber scuola Juve Kean ma al quarto d’ora i giochi si chiudono. Un destro a incrociare di Marusic, su assist di Immobile e con una difesa locale ancora colpevole, regala al montenegrino il primo gol in A e alla Lazio tre punti per il rilancio. Partita chiusa, Lazio che fa quel che vuole e dilaga. Non c’è più gara e l’unica annotazione da riportare è l’esordio del giovane coreano Lee, proveniente dalle giovanili del Barcellona. Il resto è solo la pioggia che cade sul Bentegodi e su un Verona che comincia davvero a preoccuparsi. 

 

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