Car sharing, in Italia le società perdono 4.700 euro a macchina

Un’inchiesta del mensile Quattroruote rivela che le quattro principali aziende operanti in Italia hanno conti in rosso

Car2go


Pubblicato il 25/09/2017
Ultima modifica il 26/09/2017 alle ore 09:41

Il car sharing è un servizio che costa a chi lo usa, ma anche alle società che lo offrono, almeno stando all’analisi di Quattroruote che verrà pubblicata sul numero di ottobre in uscita mercoledì 27 settembre.  

 

Secondo il mensile, le quattro principali aziende che operano nel Belpaese hanno contabilizzato una perdita di 27 milioni di euro su un totale di 48 milioni di fatturato. Significa un “rosso” di 4.700 euro per auto, anche se i dati necessitano di un approfondimento, perché le aziende di car sharing spesso sono controllate alle aziende che producono le auto, e fare i conti non è semplice. 

 

L’esempio di Car2go è illuminante: l’azienda è controllata da Daimler e impiega esclusivamente auto del gruppo, Smart e Mercedes, le cui consegne finiscono con il far lievitare il giro d’affari del gruppo, inclusi quella della finanziaria. Gli altri operatori sono DriveNow (società paritetica fra Bmw e Sixt), Share’ngo della società italo cinese CS Group ed Enjoy, azienda del gruppo Eni la cui flotta è composta solo Fiat 500 e 500L e Piaggio MP3. 

 

A guadagnare sarebbero soprattutto le amministrazioni locali: Milano e Roma, ad esempio, esigono 1.200 euro l’anno per ogni auto a titolo di compensazioni per gli accessi alla Ztl e la sosta sulle strisce blu. A Firenze e Torino la tariffa comunale è quasi dimezzata. Per Quattroruote le perdite “stanno negli investimenti rilevanti, che si accompagnano a costi di gestione non indifferenti”, che includono manutenzione e riparazione delle vetture.  

 

Il car sharing e i servizi alla mobilità per i quali tutti i costruttori stanno spendendo molto è un’attività strategica per le case e circa la quale non tutte le municipalità sono trasparenti. Il mensile rivela che solo Roma e Firenze hanno fornito i dati sugli incassi per il 2016: 900.000 euro nella capitale e 200.000 nel capoluogo toscano. Per Milano, Quattroruote ha stimato entrate vicino a 1,9 milioni. 

 

Di fronte ad analisi come queste non stupiscono le nuovi voci di un possibile avvicinamento fra Car2go e DriveNow. La società controllata da Daimler ha una flotta mondiale di 14.000 auto e 2,4 milioni di utenti, mentre quella di cui è socia Bmw dispone di 5.900 veicoli e più di 900.000 utenti.  

 

Il car sharing sarà determinante in futuro, soprattutto perché la proprietà dell’auto è destinata a perdere di importanza. Tanto che al Salone di Francoforte Dieter Zetsche, numero uno di Daimler, ha presentato la Smart EQ Vision, il prototipo elettrico a guida autonoma del domani, anticipandolo come un modello che si potrà condividere, ma che non si potrà possedere. 

 

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