L’orgoglio di essere credibili

Incontro a Toronto con tre public editor canadesi

Da sinistra: Esther Enkin (Cbc), Sylvia Stead (The Globe and Mail) e Kathy English (Toronto Star) - foto #nofilter


Pubblicato il 26/09/2017
TORINO

Ci sono quelli che «errare è umano, perseverare è diabolico» (Cicerone, Sant’Agostino) e quelli che «errare è umano, perdonare è divino» (Alexander Pope). I lettori si dividono sostanzialmente fra queste due categorie a giudicare dai messaggi arrivati a La Stampa durante la pausa estiva, quando questa rubrica era sospesa per lasciare spazio ai racconti «#Italiadestate ». Ne abbiamo discusso con le public editor (garanti dei lettori) di tre grandi testate canadesi settimana scorsa in un incontro a Toronto, in Canada. 

 

«E’ inevitabile che gli errori si ripetano, ma proprio per questo il nostro è uno stillicidio quotidiano necessario, dobbiamo continuare a stare in guardia e correggere meticolosamente, tenere la barra diritta per garantire accuratezza e deontologia professionale» sostengono all’unisono Kathy English del Toronto Star , Sylvia Stead di The Globe and Mail e Esther Enkin del network radiotv pubblico Cbc (equivalente più o meno alla nostra Rai).  

 

«Le eccezioni alle normali correzioni si presentano quando meno te lo aspetti, perchè il giornale cambia sempre» racconta English. Per esempio, durante il Toronto Film Festival settimana scorsa il giornale aveva lanciato una rubrica di recensioni di vini da accompagnare alla visione dei film, e in una retrospettiva aveva abbinato a una pellicola sull’orrore dello schiavismo negli Usa dell’800 («Twelve years a slave») un vino rosato per «ammorbidire» il disagio.  

 

«Un’idea strampalata passata inosservata, chissà come mai nessuno se ne sia accorto fin dopo la pubblicazione» dichiara la public editor del Toronto Star. «Ma almeno ci siamo scusati e abbiamo corretto il più presto possibile, ammettendo con trasparenza di aver sbagliato».  

 

E’ stato difficile? «Ammettere di sbagliare è sempre un boccone amaro, in un giornale. Ma noi prima ancora delle notizie produciamo credibilità, e per questo la fiducia dei lettori è il bene più prezioso che abbiamo» risponde. «Per conquistarla ogni giorno, dobbiamo abbandonare l’orgoglio senza esitazione alcuna. O meglio: essere talmente orgogliosi del nostro giornale da volerlo proteggere dalle critiche auto-denunciandoci quando sbagliamo». Per amore del giornale. E del giornalismo. 

 

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