A rischio l’hotel disegnato dal papà di Sherlock Holmes

Il Lyndhurst Park Hotel è l’unico edificio ancora esistente progettato da Arthur Conan Doyle. Potrebbe essere demolito per far spazio a una residenza per anziani

Il Lyndhurst Park Hotel (foto: The Arthur Conan Doyle Encyclopedia)


Pubblicato il 26/09/2017
Ultima modifica il 26/09/2017 alle ore 18:35

Non è la casa di Baker Street 221b a Londra. Però la minaccia di demolizione che incombe sul Lyndhurst Park – uno storico albergo costruito a metà dell’Ottocento nel New Forest, nel sud est dell’Inghilterra – ha comunque messo in allarme gli appassionati di Sherlock Holmes. Perché è l’unico edificio ancora esistente disegnato da sir Arthur Conan Doyle , il padre letterario dell’investigatore. 

 

Secondo lo storico Brice Stratford, Doyle era un assiduo frequentatore dell’albergo, ai tempi conosciuto come Glasshayes House. Nel 1912 lo scrittore fece dei disegni per proporne la ristrutturazione. I lavori iniziarono nel corso dell’anno, coinvolgendo soprattutto l’ala est dell’hotel. 

 

 

L’albergo, chiuso dal 2014, ha subìto gravi danni per i vandali e potrebbe essere demolito. C’è un progetto per costruire al suo posto 75 appartamenti per gli anziani. La zona, immersa nel verde, è ideale per il riposo e per godersi la meritata pensione. Significherebbe però rinunciare a un pezzo di storia inglese. All’albergo di Doyle, dove fra l’altro dormì, anni prima, anche Robert Louis Stevenson, lo scrittore dell’Isola del tesoro. 

 

Prima che diventasse una casa privata e poi un hotel, questo edificio veniva utilizzato come rifugio dai contrabbandieri. Fra loro c’era anche Richard Fitzgeorge, primo duca di Stacpoole: un aristocratico anglo-francese che usava la sua barca, la “Gipsy Queen”, per trasportare sostanze illecite. Secondo la leggenda, ogni 7 luglio, nell’anniversario della morte, fra le stanze dell’hotel si sente una strana musica. Si dice che chi la seguirà scoprirà il fantasma del duca e sarà costretto a ballare con lui per l’eternità. 

 

 

È possibile che Doyle, appassionato di spiritualismo, conoscesse la leggenda e che ne fosse attratto. Di certo lo scrittore conosceva bene la zona: qui è in parte ambientato anche un suo romanzo del 1891: “La compagnia bianca”. Se l’albergo sarà demolito, il rumore delle ruspe forse non sveglierà davvero il fantasma del duca. Ma porterà via con sé il ricordo di storie e leggende, sopravvissute per quasi due secoli. 

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