Londra, la Polizia Metropolitana in sella ai nuovi scooter a idrogeno

Gli agenti del Metropolitan Police Service di Alperton avranno a disposizione per 18 mesi 7 Suzuki Burgman Fuel Cell


Pubblicato il 26/09/2017
Ultima modifica il 26/09/2017 alle ore 09:44

Era lo scorso aprile quando Sadiq Khan, sindaco di Londra, aveva annunciato l’intenzione di creare entro il 2019 una sorta di “oasi smog-free” nel centro della capitale inglese, una zona protetta in cui i veicoli non a norma in fatto di inquinamento dovranno pagare una multa salata, e adesso l’amministrazione fa un ulteriore passo avanti. 

 

È notizia dei giorni scorsi, infatti, che gli agenti del Metropolitan Police Service (Met), la più famosa forza di polizia londinese, siano stati dotati in via sperimentale di scooter alimentati a celle combustibili di idrogeno, un provvedimento adottato lo scorso 4 settembre in un’ottica di riduzione delle emissioni. Stando alle stime, infatti, l’aria inquinata di Londra uccide ogni anno 9 mila persone, un numero destinato a crescere se non venissero presi al più presto provvedimenti concreti. 

 

A oggi sono 7 gli scooter a disposizione degli agenti della Polizia Metropolitana, Burgman che Suzuki ha donato alla città e che verranno utilizzati per i prossimi 18 mesi dai “Police Community Support Officers”, gli ufficiali di assistenza alla polizia di comunità, in servizio nel sobborgo di Alperton: veicoli a zero emissioni, che sfruttano le celle combustibili per convertire l’idrogeno in elettricità, e che non necessitano di lunghi periodi di ricarica. Gli scooter saranno ricaricati da una stazione di rifornimento privata fornita da Suzuki, e avranno un’autonomia di circa 120 km con un singolo “pieno”. 

 

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“Siamo grati a Suzuki e ai nostri partner, e guardiamo a questa sperimentazione con ottimismo - è stato il commento del capitano Neil Jerome della Polizia Territoriale -. Essendo il più grande servizio di polizia del Regno Unito, abbiamo costantemente mezzi su strada, ed è nostro dovere rendere la nostra flotta il più pulita possibile mantenendo allo stesso tempo l’operatività”. 

 

L’obiettivo dell’esperimento è capire quanto e come la “clean technology” possa contribuire ad abbassare i livelli di inquinamento, soprattutto quando si tratta di flotte pubbliche. Ed è per questo che, al momento, il Burgman Fuel Cell non è disponibile per i privati, complice anche il fatto che la rete di infrastrutture, per veicoli a idrogeno, è ancora fortemente inadeguata. 

 

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