Un tris da Champions. Il Napoli si rialza subito

Feyenoord battuto, azzurri al 2º posto nel girone. Insigne, Mertens e Callejon: in gol tutto il tridente

Lorenzo Insigne, 26 anni, dopo l’1-0: dedica all’infortunato Milik, ma prima riceve la maglia di Zielinski

Pubblicato il 27/09/2017
Ultima modifica il 27/09/2017 alle ore 16:38
inviato a napoli

La falsa partenza con lo Shakhtar Donetsk, due settimane fa, è cancellata così come quell’inconscio che, per il maestro di casa Maurizio Sarri, poteva portare la corazzata azzurra a scegliere: meglio puntare tutto sul campionato e vivacchiare in Europa. Il Napoli si sbarazza del fin troppo leggero Feyenoord con una fin troppo evidente leggerezza: apre la serata Insigne, l’arricchisce Mertens, la sigilla Callejon ed i primi tre punti nel girone sono blindati. Non ha rubato gli occhi la giostra partenopea perché non ce ne è stato bisogno.  

 

Gli azzurri hanno messo in scena la solita liturgia, inarrestabile (per ora) dentro confine e, ieri, convincente fuori: contro i primi della classe in Olanda una stagione fa serviva anche vincere qualche faccia a faccia in mezzo al campo dove, spesso, gli ospiti sanno mostrare i muscoli. La missione è riuscita, con un Allan vivace ed un Hamsik sempre lontano dal suo volto migliore, ma sulla strada buona: il resto l’hanno confezionato i soliti maghetti della linea d’attacco. 

 

La gaffe in diretta tv  

Il vantaggio è di Insigne, a segno per la terza partita di fila: dopo la rete in campionato al Benevento e quella alla Spal, ecco il primo sigillo stagionale in Champions League. Lo scatto del folletto di casa è perentorio, la mira infallibile e il portiere australiano Jones va al tappeto: Insigne vuole festeggiare mostrando al pubblico ed in tv la maglia numero 99 di Milik, per omaggiare il compagno infortunato, ma fra le mani si ritrova la 20 di Zielinski. Il Napoli va in fuga e, senza frenesia, decolla. 

 

Di fronte si specchia in un Feyenoord che di olandese ha soltanto le intenzioni: l’attacco dei ragazzi di Van Bronckhorst è spuntato per le troppe assenze, ma i campioni di Olanda non vanno mai oltre le buone intenzioni, fotografia di un movimento che sembra essersi perso e che rischia, fortemente, di guardare i prossimi Mondiali dal salotto di casa. Così si assiste ad un duello senza grandi colpi di scena e, a dire la verità, senza sussulti degni di nota: a strappi il Napoli appare in tutta la sua grandezza anche se manca la consueta varietà nelle trame offensive. 

 

Reina para un rigore  

Dopo la rete di Insigne, arriva il raddoppio di Mertens: il belga fa sobbalzare un San Paolo pieno nemmeno a metà (colpa del caro biglietti con una curva a 35 euro) grazie all’assist, alla rovescia, di Dicks che lo libera davanti a Jones. Poi sale in cattedra Reina, non immune da mugugni o critiche negli ultimi tempi: il portiere spagnolo fa muro e respinge il rigore di Toornstra (generosissimo il fischio di Collum) e, subito dopo, chiude la propria porta in almeno due occasioni. La notte di Napoli è anche nel flash che spinge Callejon al tris con un diagonale di rara precisione e, all’ultimo istante di gara, nell’inutile rete di Amrabat. 

 

Gli azzurri si rimettono in linea di galleggiamento in un gruppo che si annuncia aperto fino alla fine: la sconfitta in Ucraina ha complicato i piani di Sarri, costretto, per non giocarsi tutto nel ritorno con lo Shakhtar, a costruirsi una dote nel doppio impegno con il forte Manchester City di Guardiola. La macchina da gol azzurra è sempre in moto: se si esclude proprio il viaggio in Europa ed il doppio due a zero al Nizza nei preliminari di Champions, il Napoli non è mai sceso sotto le tre reti segnate nelle restanti sette partite.  

 

 

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