La maledizione dei quarti, anche il volley giù dal podio

Europei, le ragazze azzurre travolte 3-0 dall’Olanda. Italia senza semifinali come nel basket e nella pallanuoto

L’olandese Lonneke Sloetjes (20 punti col 64% di positività offensiva) contro il muro di Lucia Mosetti e Folie


Pubblicato il 29/09/2017
Ultima modifica il 29/09/2017 alle ore 01:30

Sei su sei. E così, il 2017 dello sport di squadra italiano passerà alla storia per l’en plein di bocciature incassate nei quarti di finale. Europei per basket e volley, Mondiali per la pallanuoto, senza distinzione tra uomini e donne: dal 22 giugno delle cestiste battute a Praga dal Belgio a ieri, nettissimo ko delle pallavoliste a Baku contro l’Olanda, un tabù lungo tre mesi abbondanti e sempre decisivo per tenere lontana dal podio ogni ambizione azzurra. Decisamente, non una partenza felice per il nuovo ciclo olimpico che porterà ai Giochi 2020. Anche se, andando oltre le sconfitte, forse sarà proprio l’ultima delusa a ripartire nel 2018 con le più concrete speranze di crescita. 

 

Futuro da costruire  

L’Italia del volley femminile ha un ct (Mazzanti) in carica solo da maggio, due titolari nate nel 1998, due nel 1994 e un mese prima dell’Europeo ha perso per infortunio la sua regista Malinov. Poi, tra Georgia e Azerbaigian, ha pure dovuto far fronte alle assenze temporanee del libero De Gennaro e di Lucia Bosetti e a un virus intestinale che ha debilitato mezza squadra. Non ci sono alibi, però, per una partita giocata così male come il quarto di ieri. Le olandesi hanno fatto meglio tutto, dal primo all’ultimo punto di una sfida durata appena 72’ in cui le smarrite azzurre sono state avanti soltanto dal 2-1 al 5-4 del 3º set.  

 

Colpisce un dato, che conferma la propensione al regalo di questa giovane Italia, annotata già nel Grand Prix chiuso peraltro con un clamoroso argento: 10 errori in attacco già nei primi 33 punti messi a referto delle «oranje» che, a loro volta, hanno tirato il primo pallone fuori sul 22-18 del 2º set. Mazzanti ha provato a cambiare regista, libero, centrale: invano. Con una ricezione ballerina, prima Orro e poi Cambi hanno chiesto gli straordinari a Egonu che, a 18 anni, ha confermato tutte le sue potenzialità (15 punti e alcune bordate tremende) ma anche i suoi attuali limiti (38% di positività in attacco). Salta altissima e tira fortissimo, sempre. A volte fuori, senza variare i colpi.  

 

Quel che invece fanno le olandesi Sloetjes (20 punti col 64%) e Buijs (17 con lo stesso 64%), che a 26 e 25 anni sono nel pieno della maturità. Brutta batosta, insomma, con il rammarico di non aver visto all’opera l’Italia che fino a inizio agosto aveva stupito tutti. «Questa sconfitta ci servirà da lezione - commenta Mazzanti -. Ma non cancella certo quello che abbiamo fatto prima, a partire dal pass mondiale centrato subito a maggio». In Giappone, l’anno prossimo, sarà la vera prova generale per Tokyo 2020.  

 

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