Buio a San Siro: Milan ko con la Roma

I rossoneri scivolano a -4 dalla zona Champions. Montella schiera 9 acquisti estivi, ma la qualità del gioco resta bassa
ANSA

Leonardo Bonucci perplesso mentre i giallorossi festeggiano: il difensore del Milan è fra i più deludenti

Pubblicato il 02/10/2017
Ultima modifica il 10/10/2017 alle ore 02:31
milano

Sette giornate e il Milan è nudo, a -4 dalla vitale Champions League e con 3 ko sul groppone. Già chiarissimi i limiti di una squadra che con 11 nuovi acquisti non poteva certo essere pronta subito, ma che con quei 200 milioni spesi sul mercato non può proporre così poca qualità. Invece, dopo Lazio e Samp, ieri ha perso anche contro la Roma: 0-2 casalingo, un tempo pieno di nulla, poi almeno tanto carattere e però troppa confusione. «Ma Montella non è in discussione», assicura il ds Mirabelli. 

 

Il problema è che il Milan già attardato deve ancora giocare contro le prime tre. E nemmeno quando ha battuto le «piccole» ha convinto in pieno. Siamo a ottobre, ma il cantiere resta apertissimo e a malapena si scorgono le fondamenta. Eppure, Montella vede qualcosa di positivo: «Ero molto più preoccupato sette giorni fa, dopo lo 0-2 contro la Samp. Questa volta lo spirito mi ha soddisfatto, la qualità può migliorare ma intanto abbiamo giocato alla pari con la Roma. La strada è giusta, ne sono convinto». Noi, sinceramente, per un tempo abbiamo visto una partita anestetizzata da paura e pochezza di entrambe le contendenti. Poi, qualche decisione contestata di Banti ha alzato la temperatura e un po’ ci si è anche divertiti. Dopo gli zero tiri di Marassi, il Milan si è però finalmente sbloccato solo al 62’ con Bonucci. Peccato che, prima e dopo, il suo capitano, insieme con Romagnoli e un centrocampo quasi mai propositivo, abbia combinato guai in difesa, dove dovrebbe farla da padrone.  

 

Uno-due devastante  

La Roma ha perdonato le prime incertezze rossonere, per poi passare (anche con un po’ di fortuna: deviazione decisiva di Romagnoli sullo 0-1) con un uno-due devastante tra 72’ e 77’. Rinvigorita dall’innesto di Pellegrini e dalla crescita di Nainggolan, ha centrato con equilibrio e sostanza la 10ª vittoria esterna di fila, segnando per la 27ª partita consecutiva (record del 2005/06 eguagliato). «Comincio a vedere la Roma che voglio», se la gode Di Francesco, che dopo la Nazionale misurerà il Napoli. Il suo grande amico Montella, invece, se la passa sempre peggio. Ci sta mettendo anche del suo, comunque: ieri è arrivato alla 13ª formazione in 13 match. E dopo essere franato davanti alla Samp con soli 5 acquisti estivi titolari, contro la Roma è balzato a 9. Società accontentata, ma quel che s’è visto non depone certo a favore del mercato. Il migliore, di gran lunga, è stato l’ingaggio meno caro (Donnarumma bis a parte). E l’ammirevole Borini ha giocato addirittura in un ruolo non suo. Bonucci resta lontano parente di quello juventino; Kessie si sta spegnendo dopo un avvio promettente; Biglia e Calhanoglu hanno infilato una serie di errori imbarazzanti; Kalinic e André Silva, per la seconda volta coppia titolare in A, hanno combinato poco e male.  

 

Il risultato è che un anno fa il primo Milan di Montella, messo su in economia, aveva un punto in più. Questo invece non è ancora squadra, tra scelte ondivaghe del tecnico (che in A non ha mai battuto la Roma, perdendo 9 volte su 12) e giocatori che non stanno valendo il prezzo pagato. Dopo la sosta sarà tempo di derby: da non perdere per non sprofondare a metà classifica. «Penso che il mio Milan possa recuperare il terreno perduto» ha detto Montella. Intanto, l’ad Fassone apre già a un piano B: «Senza la Champions, eventualmente non sarà la fine del mondo. Adotteremo piani alternativi». L’allarme, intanto, suona sempre più forte. 

 

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