Reti, spettacolo e primato. Questo Napoli diverte e incanta

Travolto il Cagliari, settimo successo di fila. Azzurri in testa da soli
ANSA

Pubblicato il 02/10/2017
Ultima modifica il 10/10/2017 alle ore 02:31
NAPOLI

Ormai è la legge (scritta): che si giochi al san Paolo o altrove, basta che ci sia il Napoli, l’allegra e gioiosa macchina del gol, consapevole che il tre sia il numero perfetto, per chiunque anche per sé. E allora, ricapitolando: tre reti al Verona (in casa sua), all’Atalanta (a Fuorigrotta), al Bologna, alla Spal, al Feyenoord e, per non far torto a nessuno, anche al Cagliari. Così va e chi paga certo si diverte, però per partite che durano francamente poco: con il Benevento fu un lampo, il tempo di cominciarla e chiuderla, con il Cagliari è capitata la stessa cosa, perché al terzo minuto praticamente Hamsik l’ha chiusa, dopo che Pavoletti, con una delle rare apparizioni nell’area avversaria, ha tentato di fare il solletico a Reina, senza però neanche sfiorarlo. 

 

Mertens e Koulibaly gol

Tutto semplice, tutto agevole, nel contesto del solito monologo, con il Napoli che prende il pallone e non lo lascia più: 72% di possesso palla, venticinque tiri in porta e adesso anche venticinque gol (ah, sì, pure sei al Benevento e quattro alla Lazio, per derogare alla regola del tre). Un ciclone si è abbattuto sul campionato, il primato in casa degli azzurri mancava dalla quarta giornata dello scorso campionato e questa con la Juve, e non solo, ha tutta l’aria di una sfida tutta da godere e che ci porteremo avanti fino in fondo. In questa dimensione, il Napoli ci sta di lusso, avvolto nella umana preoccupazione (ma che sa di scaramanzia) di Maurizio Sarri: «Mi sono proprio divertito. Spero soltanto che questa squadra non abbia raggiunto il suo apice». Lo scopriremo solo guardando lo show del Napoli, che contro il Cagliari si lascia guidare sul binario di sinistra da un Ghoulam travolgente, che poi quando va nel centro dell’area trova sempre Mertens (a proposito: sette reti in sette partite) che stavolta si guadagna il rigore e lo trasforma. Il resto lo fa Koulibaly, in un momento di goliardia assoluta della difesa del Cagliari, al quale Rastelli potrà (potrebbe) anche tirare le orecchie: però con cautela, perché contro questo Napoli è proprio difficile giocarci.  

 

Hamsik a -1 da Maradona

L’ha detto, anzi l’ha scritto, ma guarda un po’, anche il sito dei rossoblù: «Una corazzata». Che espone medagliette qua e là: la più luminosa, luccicante, è quella di Marek Hamsik al suo primo in campionato, il centoquattordicesimo del suo decennio da principe azzurro che lo avvicina a Maradona, ormai distante una sola rete. Prima o poi gli capiterà di trovarla, in una squadra che ne ha già fatti (complessivamente tra campionato e Champions) trentatré e sprizza salute. 

 

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