Tesla in ritardo con la produzione dell’elettrica Model 3: colpa dei “colli di bottiglia”

Il titolo segna un ribasso del 2,5% a Wall Street dopo che l’azienda ha ammesso rallentamenti rispetto ai piani per la nuova “elettrica abbordabile”

Tesla Model 3


Pubblicato il 03/10/2017
Ultima modifica il 04/10/2017 alle ore 00:10

È successo di nuovo. Come per la Model X, anche con la nuova “piccola” Model 3 l’ideatore del marchio di auto elettriche Tesla, Elon Musk, ha sbagliato le previsioni e si trova costretto ad annunciare un ritardo produttivo. Ma se con il Suv elettrico il problema era, per usare le parole di Musk, aver “messo troppe tecnologie nuove nel modello, troppe cose grandiose”, con la berlina “abbordabile” - 35.000 dollari di prezzo base negli Stati Uniti - il rallentamento è dovuto a problemi nella produzione, non nella progettazione.  

 

L’azienda californiana, infatti, ha annunciato oggi che nel terzo trimestre le consegne sono aumentate del 4,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, a 26.150 unità, ma ha detto che alcuni “colli di bottiglia nella produzione” hanno rallentato l’accelerazione prevista con il nuovo modello più economico. La produzione della Model 3, iniziata a luglio, si è fermata a 260 unità nel trimestre, contro una previsione di 1.500 unità. L’ammissione è costata alla Tesla una perdita del 2,5% nel valore del titolo a Wall Street.  

 

AP

Elon Musk  

 

La salita produttiva annunciata da Musk in occasione della c onsegna delle prime Model 3, lo scorso giugno, prevedeva che la produzione arrivasse a 20.000 unità al mese a partire da dicembre, ma probabilmente l’obiettivo sarà rimandato di qualche settimana. La Model 3 è prodotta nello stabilimento di Freemont, California, mentre le batterie nascono in Nevada, nella nuova Gigafactory, la più grande fabbrica di batterie al mondo, la cui costruzione non è ancora ultimata. 

 

“È importante sottolineare che non ci sono problemi importanti nella produzione della Model 3 o con i fornitori. Sappiamo che cosa è necessario sistemare e siamo fiduciosi di affrontarlo nel breve termine”, si legge nella nota indirizzata agli investitori. Musk, solitamente molto reattivo su Twitter, non commenta la notizia. In compenso gli analisti intervistati da Bloomberg non si dicono affatto sorpresi, perché “Musk non azzecca mai un numero”.  

 

Per la piccola Tesla l’attesa è altissima: ad agosto il modello aveva raccolto mezzo milione di ordini, un numero spropositato per un’azienda che ha prodotto poco più di 76 mila auto nell’intero 2016. Tanto che lo stesso Musk, consapevole della possibilità di deludere le aspettative dei suoi fan, aveva cercato di raffreddare gli entusiasmi con un sorprendente piano “anti marketing”, secondo il quale non deve essere fatta alcun tipo di promozione sul modello.  

 

Per assurdo, il successo della Model 3 potrebbe mettere in difficoltà l’azienda. La “piccola” è la prova del 9 per Tesla, che ora deve dimostrare di essere in grado di fare il grande salto da costruttore di nicchia a produttore di massa

 

+++ Segui La Stampa Motori su Facebook! +++  

 

Che cosa ne pensi? Scrivi il tuo commento qui sotto!  

home

home

Video Tuttoaffari.com
Trova l’auto giusta per te tra le occasioni proposte delle nostre concessionarie